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domenica 13 novembre 2011

Cioccolibriamo (con ritardo) 24 !

Buonasera Amici della Casa sull'albero e buona domenica! Com'è andata questa giornata di riposo? Vi siete riposati?! Casmi e Rosbì si, ma anche studiato un bel po' di latino -.-'' Domani infatti compito in classe, che periodo nero! La nostra unica possibilità di salvezza è che qualcuno ci passi qualcosa, ammesso che la prof (un vero falco durante le versioni!) non se ne accorga!
E ammesso anche che non sequestri i telefoni... E che non distanzi troppo i banchi! Aaaaaaaa! Ok ragazzi un bel respiro, keep calm and... simply be Casmi & Rosbì! La situazione domani potrebbe essere tragica, ma in fondo che senso ha stare a preoccuparsi già da ora? Ci angustiamo solo la serata, pensiamo piuttosto a rilassarci davanti ad una tazza di cioccolato fumante, che dopo il freddo di oggi ci sta proprio! E a qualche distensiva lettura... Avete capito bene amici! Questa settiamana, di mercoledì, abbiamo mancato il nostro consueto appuntamento con la rubrica Cioccolibriamo ! Ma visto che Casmi e Rosbì adorano le tradizioni e gli appuntamenti (ma soprattutto i libri e il cioccolato :3) ecco che con ritardo vi propongono qualche romanzo da leggere; in particolare la nostra attenzione è ricaduta su: ''La meraviglia delle piccole cose'' di Dawn French e ''La ladra delle primavera'' di Marina Fiorato


 Gnam gnam :3

Passiamo ora, al materiale libresco :D

Autore: Dawn French
Prezzo: 14.00 euro
Formato: Rilegato
Editore: Leggereditore
Anno di pubblicazione: 2011
Collana: Narrativa
Lingua: Italiano
Pagine: 341
Generi: Romanzi e Letterature, Romanzi stranieri contemporanei


Breve sunto: Le famiglie perfette non esistono. Mo se lo ripete almeno una volta al giorno, ma è difficile convivere con il fallimento, è difficile arrendersi di fronte al fatto che la vita ti sfugge tra le dita, lasciando in cambio solo rughe e incomprensione. Ed è ancor più difficile per una madre che è anche psicologa per l'infanzia capire che i propri figli non ne vogliono sapere di aprirsi a lei, né tantomeno di seguire i suoi consigli. Allora la soluzione sembra semplice, forse la felicità si nasconde in una storia che ti fa sentire di nuovo donna, oppure nel distacco, nel riappropiarsi della libertà perduta. Ma ciò che Mo scopre davvero è che oltre il bianco e il nero, c'è qualcosa in più del grigio. E la meraviglia che si cela dietro i dettagli minimi, quelli più insignificanti... che a cercarli meglio aiutano a ritrovarsi.

Autore: Marina Fiorato
Prezzo: 19.60 euro
Formato: Rilegato
Editore: Nord
Anno di pubblicazione: 2011
Collana: Narrativa Nord
Lingua: Italiano
Titolo originale: The Botticelli Secret
Lingua originale: Inglese
Pagine: 496  
Generi: Romanzi e Letterature, Romanzo storico.

Breve(issimo!) sunto: La giovane e bellissima Luciana Vetra è in fuga: offesa per non essere stata pagata dopo aver posato per il nuovo capolavoro del Botticelli, "La Primavera", ha rubato il disegno preliminare del dipinto, scatenando così l'ira di un gruppo di potenti politici fiorentini. Perché quell'opera è in realtà un messaggio cifrato che potrebbe cambiare la storia del Rinascimento italiano...

Allora? Che ne dite delle nostre proposte? Aspettiamo commenti, giudizi o consigli,
Casmi e Rosbì :)

giovedì 10 novembre 2011

Dalla libreria (dallo zaino più che altro -.-'') di Casmi & Rosbì: Re(lazione)censione di Le ''Ultime lettere di Jacopo Ortis''

Salve Amici Buonasera! Come state? Piaciuta la merenda di oggi pomeriggio?? Assolutamente fantastica, da leccarsi i baffi :3 Ma, come direbbe la nostra prof (-.-'''''''''') non finisce qui!!! Quest'oggi abbiamo infatti in serbo per voi molto altro, tipooo una bella recensione librofila! Ok siamo sincere... Si tratta di una relazione scritta per scuola, ma fa lo stesso no?! In fondo il libro è un classico e la sua lettura non è stata poi così noiosa (in realtà no, ad ogni pagina sfogliata rischiavamo il collasso, ma questa litote era indispensabile altrimenti non avreste continuato a leggere ^^''). Si tratta di Le ''Ultime lettere di Jacopo Ortis'' (acutamente soprannominato dal nostro amico Parchè Giacopo Mortis, un emo depresso che già dalla prima pagina del libro ha deciso che la vita gli fa schifo, ora per l'una ora per l'altra ragione, e dopo averti fatto penare per circa 200 pagina si uccide :DDDD), ironia a parte se la cosa vi incuriosisce leggete un po' il nostro lavoro!

Autore: Ugo Foscolo
Prezzo: 8.50 euro
Formato: Tascabile
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici  
Pagine: 192

Introduzione: Le ‘’Ultime lettere di Jacopo Ortis’’, è un romanzo epistolare di Ugo Foscolo che si presenta come una raccolta di lettere che il protagonista, Jacopo Ortis, spedisce all'amico Lorenzo Alderani e che dopo la morte di Jacopo, egli avrebbe consegnato alla stampa aggiungendo di proprio pugno una presentazione e una conclusione. Questo insieme di epistole può essere considerato come il primo romanzo della letteratura italiana. Si trattava infatti allora, di un genere poco esplorato data la prevalenza per la divulgazione di nozioni sotto forma di trattati; l’opera quindi nel suo genere è dotata di una grandissima originalità poiché costituisce un nuovo modo di narrare proponendo le vicende al lettore attraverso una raccolta di lettere intime, rivolte si a Lorenzo Alderani, ma che implicitamente Foscolo scrive tanto per i contemporanei quanto per i posteri. Parte della materia che costituisce il romanzo è dunque chiaramente autobiografica, l’autore infatti si ispira ad avvenimenti realmente accaduti. Jacopo Ortis è in realtà Girolamo Ortis, uno studente universitario nato nella zona di Pordenone, a cui muta il nome in onore di Jean-Jacques Rousseau.

Trama: Per quel che concerne la trama, che fa da sfondo ad epistole talora strazianti, talora ridondanti di gioia o semplicemente confessioni intime che il protagonista fa al suo amico in cerca di comprensione, sostegno e conforto, abbiamo che Jacopo Ortis è uno studente universitario veneto sostenitore del modello politico repubblicano che dopo la disfatta della patria decide, ormai privo di qualsiasi speranza o aspirazione, volontariamente di isolarsi dal mondo e rifugiarsi presso i colli Euganei, il così detto ‘’Locus amenus’’, luogo idilliaco dove lo stesso Petrarca amava risiedere e talvolta anche proiettar visi con la sola immaginazione. Conducendo dunque questo genere di vita appartata e tranquilla Jacopo si dedica essenzialmente ad attività tese a rinfrancare l’animo come la lettura, in particolar modo dei classici greci e soprattutto di Plutarco, assieme all’intrattenimento di placide relazioni con il curato oppure il signorotto del paese. Tuttavia, ben presto, questa sorta di esilio per alcuni versi volontario,  per altri quasi forzato, finirà con il causare al giovane ancora più tormento di quello dovuto alla sconfitta della patria. Contrò la sua stessa volontà infatti si innamorerà della maggiore delle figlie del Signor T*****, già promessa in sposa ad un altro uomo dal padre senza il suo consenso , per ragioni puramente economiche. Il protagonista trascorrerà momenti idilliaci insieme con la giovinetta, Teresa, la quale arriverà a confessargli la sua profonda infelicità circa le nozze alle quali è costretta ed in un voluttuoso abbandono ai sentimenti i due arriveranno a scambiarsi delle effusioni. Si può dire che da questo momento, in cui l’animo di Jacopo finalmente assapora attimi di gioia autentica, probabilmente i primi e gli ultimi della sua breve e travagliata esistenza, inizieranno a sorgere dentro di lui profondi sensi di colpa, frustrazione ed un piccolo germe di follia che poi matureranno nella scelta del suicidio. Egli infatti nonostante abbia appena ottenuto ciò che veramente desiderava, ma che per viltà e anche timore non aveva neanche avuto il coraggio di ammettere di fronte a se stesso, essendo da tempo persuaso che il destino segnasse la vita di ognuno incidendovi ad enormi caratteri: ‘’l’uomo sarà infelice’’, decide, anche se con moltissimi dubbi e sofferenze, di togliersi la vita. Dopo quindi aver viaggiato, cambiato città molte volte e cercato di scacciare il pensiero della dolce Teresa che sempre, in ogni ora del giorno e della notte, come egli stesso racconterà nelle lettere all’amico Lorenzo, lo perseguitava, non riuscendo più ad esercitare più un pieno controllo su di sé, sui suoi sentimenti e sul suo cuore, altro non può fare che rinunciare a lottare in questo scontro già in partenza impari che è la vita e rassegnarsi dinanzi a quella sorte che in fondo aveva ed ha già tracciato l’esito della storia di ognuno. Scriverà allora un’ultima lettera a Teresa, farà visita all’amico ed alla madre per poi piantarsi un pugnale nel cuore ed esalare l’ultimo respiro rivolgendo ancora un pensiero alla sua amata e contemplando una cornicetta con il suo ritratto dietro la quale sono riportati i seguenti versi della Divina Commedia, purgatorio, canto I: ‘’ libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta ‘’.


Giudizio finale: Passando poi alle conclusioni, possaimo dire di aver trovato questa lettura particolarmente interessante. In quanto considerato ufficialmente primo romanzo della letteratura italiana mi ha incuriosito leggere e conoscere quest’opera per rapportarla magari ad altre così da ripercorrere l’evoluzione che la tipologia narrativa del romanzo ha subito da allora sino ad oggi. La passione poi, ed il fermento interiore quanto intellettuale del protagonista mi hanno piacevolmente coinvolto, permettendomi di seguire con trasporto i punti salienti della narrazione ed in particolar modo la parte conclusiva nella quale il lettore da un lato freme dal conoscere cosa realmente Jacopo deciderà di fare, se avrà la forza di mettere in atto la sua coraggiosa scelta oppure rinuncerà per la scarsa fiducia in se stesso; dall’altro lato invece il lettore desidera accompagnare spiritualmente ed in silenzio l’animo sofferente di un uomo che arrivato al limite delle proprie forze decide coraggiosamente di abbandonare il mondo. Dunque la figura di Jacopo Ortis con la sua autenticità ed il suo essere perseguitato da dubbi che sfiorarono e ancora oggi sfiorano la mente di molti uomini rappresentava allora l’emblema della crisi dei valori illuministi che lentamente iniziano ad essere surclassati da quelli romantici, mentre oggi nient’altro che l’eterna lotta tra ragione e sentimento.

Casmi & Rosbì :)

mercoledì 2 novembre 2011

"Dalla penna di Pablo Neruda"

Per dare un senso un pò più poetico alla giornata di oggi vi proponiamo proprio una serie di poesie, tutte firmate dalla geniale delicata penna di un maestro della poesia: Pablo Neruda
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Mi piaci quando taci


Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.


da Venti poesie d'amore e una canzone disperata


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"Ho bisogno del mare perchè mi insegna"

Qui ti amo...

Qui ti amo.
Negli oscuri pini si districa il vento.
Brilla la luna sulle acque erranti.
Trascorrono giorni uguali che s'inseguono.

La nebbia si scioglie in figure danzanti.
Un gabbiano d'argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte, stelle.

O la croce nera di una nave.
Solo.
A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.
Suona, risuona il mare lontano.
Questo è un porto.
Qui ti amo.

Qui ti amo e invano l'orizzonte ti nasconde.
Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
che corrono per il mare verso dove non giungono.
Mi vedo già dimenticato come queste vecchie àncore.
I moli sono più tristi quando attracca la sera.

La mia vita s'affatica invano affamata.
Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.
La mia noia combatte coni lenti crepuscoli.
Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi.
La luna fa girare la sua pellicola di sogno.

Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.
E poiché io ti amo, i pini nel vento
vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.

da Venti poesie d'amore e una canzone disperata


Buona lettura Casmi e Rosbì 

martedì 25 ottobre 2011

"Leggendo sul divano"

Sarà che la giornata di suo oggi è stata un tantino stressante, ma oggi abbiamo una gran voglia di buttarci sul divano e leggere fino alla nausea...ovviamente in modo molto chic
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anche se di solito la fine che si fa è questa grosso modo ^^"""
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Comunque adesso leggiamo!!!
Iniziamo con un incipit di Richard Bach: "Un ponte sull'eternità"

Lei sarà qui, quest'oggi.Mi sono sporto dal mio posto di pilotaggio a guardare, giù: verso il campo di fieno, autunnale, che avevo preso in affitto, e che si estendeva per mezzo miglio, fino al cancello aperto al quale avevo affisso un cartello che diceva: OGGI SI VOLA - $ 3 A PERSONA.
La strada dirimpetto a quel cartello era gremita di automobili su ambo i lati. Ce ne saranno state una sessantina, e d'intorno una folla di persone, venute a veder volare. Lei potrebbe esser là in questo momento, appena arrivata. Sorrisi a questa idea. Chissà! 

Ed un altro incipit opera della brillante penna di Honoré de Balzac: "Illusioni perdute"

All'epoca in cui comincia questa storia, la macchina di Stanhope e i rulli inchiostratori non erano ancora entrati nelle piccole stamperie di provincia. Ad Angoulême, malgrado la specialità locale che la mette in rapporto con l'industria tipografica parigina, ci si serviva sempre di torchi in legno, ai quali la lingua è debitrice dell'espressione "far gemere i torchi" che oggi non trova più applicazione. L'arte della stampa era arretrata e si impiegavano ancora i mazzi di cuoio caricati di inchiostro con i quali lo stampatore inchiostrava i caratteri. Il piano mobile destinato a ricevere la forma piena di lettere sulla quale si applica il foglio di carta era ancora in pietra e giustificava il nome di marmo.  

Buona lettura Casmi e Rosbì ^^

mercoledì 6 luglio 2011

"Cioccolibriamo!!!"

Pronti per i due romanzi di oggi? Il primo è opera di Ian McEwan premio nobel per la letteratura, il secondo La principessa di Clèves è il romanzo più celebre di Madame de La Fayette

Titolo: Espiazione (Atonement)
Autore: Ian McEwan
Anno: 2002
Genere: Romanzo
Editore:
Prezzo: 

Trama: Espiazione è un romanzo sui sensi di colpa. La prima metà del libro è occupata dalla descrizione di una sola giornata, nel corso della quale un evento cambierà in modo irreversibile il destino di molte persone. Briony è una ragazzina di 13 anni con ambizioni e talento da scrittrice, e soprattutto, ha un'immaginazione sfrenata. Un pomeriggio assiste ad uno scambio di effusioni tra la sorella maggiore Cecilia e Robbie, figlio della domestica della loro agiata famiglia inglese, cresciuto con loro. Agli occhi maliziosamente ingenui della bambina quello sembra un atto imperdonabile, come anche la lettera che Robbie scrive a Cecilia e che Briony legge di nascosto. Poco dopo, vedendo una figura maschile fuggire dal giardino di casa loro, decide che quella figura è Robbie e lo sosterrà il giorno seguente di fronte a tutta la famiglia quando si cercherà il colpevole di una violenza sessuale avvenuta ai danni della sua cuginetta nel corso della stessa sera. Robbie viene condannato e messo in carcere e, per accorciare il periodo di detenzione, decide di arruolarsi nell'esercito e di andare in guerra. Briony, ormai maggiorenne, decide di riparare alla sua colpa mettendo tutta se stessa al servizio dei malati di un ospedale londinese. Nell’ultima parte del romanzo, Briony è ormai settantacinquenne e scopre di essere gravemente malata...



Titolo: La principessa di Cleves (La Princesse de Clèves)
Autore: Madame de La Fayette
Anno: 1678
Genere: Romanzo
Editore: Grazanti
Prezzo:8,50 euro

Trama: La protagonista, Mademoiselle de Chartres, è una delle dame più affascinanti e corteggiate della corte di Enrico II di Francia; sposa il principe di Clèves, uomo che stima ma non ama. La novella sposa conosce l'amore dopo il matrimonio nella persona del duca di Nemours, corteggiatore di Elisabetta I d'Inghilterra: l'amore è corrisposto, ma la fedeltà matrimoniale impedisce alla principessa di Clèves di tradire il proprio sposo, anche dopo la morte di quest'ultimo (causata in parte dalla confessione della moglie di essersi innamorata del duca). Nonostante le pressioni del duca di Nemours, la protagonista si ritira in un monastero nei pressi dei Pirenei per intraprendere una vita umile e di carità, morendo ammirata da tutti per le sue buone opere.

Buona lettura Casmi e Rosbì ^^

mercoledì 22 giugno 2011

Cioccolibriamo 16 !

Buongiorno Amici! Che bella giornata che è oggi vero? Diteci, siete di buon umore? Noi assolutamente si, ecco perchè vogliamo iniziare questo nuovo giorno con l'appuntamento settimanale che ricorre ogni mercoledì: Cioccolibriamo ! Siete pronti a gustare una fresca bibita e a spulciare un po' delle nostre proposte lettararie? Bene allora, seguiteci ;)

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Questa volta abbiamo scelto del semplice ma non banale succo all'arancia che soddisfa la nostra insaziabile voglia di frutta che ci assale d'estate... Voi ne volete?

Ma passiamo ora alle cose importanti, i nostri amati libri. Bene, quest'oggi vogliamo indurvi alla lettura di due romanzi, come sempre assolutamente diversi per genere e tematiche (altrimenti non saremmo noi!). Il primo è ''Il giovane Holden'' di Salinger iniziato a leggere ma riposto da un po' di tempo sullo scaffale più in basso della nostra libreria che attende silenziosamente di essere concluso, anche se si tratta di una lettura che ci ha preso non poco, sia chiaro... (;)) L'altro invece è un libro della tanto amata Joanne Harris che ultimamente ci è capitato sotto gli occhi in libreria e se qualcuno di voi l'avesse letto desidereremmo avere i vostri pareri, i libri di questa autrici ci ispirano un po' tutti ma avremmo bisogno di un piccolo aiutino. Abbiamo infatti acquistato ''Chocolat'', che presto ci accingeremo a leggere (^^'') e volevamo qualche dritta su altri libri di questa scrittrice, ad esempio su quello proposto qui in basso... Fateci sapere, aspettiamo i vostri commenti ;)


Il giovane Holden
Autore:  J. D. Salinger
Prezzo: 12.00 euro
Formato: Tascabile
Editore: Enaudi
Anno di pubblicazione: 2008
Collana: Super ET
Pagine: 248
Generi: Romanzi e Letterature, Romanzi stranieri contemporanei

Breve Sunto: Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a "exemplum vitae", e ciò ne ha decretato l'immenso successo che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l'immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile per la comprensione del nostro tempo. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso i suoi "e tutto quanto", "e compagnia bella", "e quel che segue" per tradurre sempre e soltanto l'espressione "and all". Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di "una cosa da lasciarti secco" o "la vecchia Phoebe". Uno dei grandi libri del Novecento che ha ancora tanto da dire negli anni Duemila.

Autore: Joanne Harris
Prezzo: 9.90 euro
Formato: Tascabile
Editore: Garzanti Libri
Anno di pubblicazione: 2011
Collana: Elefanti bestsellers
Titolo originale: Jigs & Reels
Lingua originale: Inglese
Pagine: 248
Genere: Romanzi e Letterature, Romanzi stranieri contemporanei, Racconti stranieri

Breve Sunto:  Profumi, giochi e cuori infrantiraccoglie i migliori racconti di Joanne Harris. L'officina narrativa dell'autrice di Chocolat si svela al lettore con tutta la sua forza di seduzione: temi spesso curiosi e spiazzanti, narrati da voci ben caratterizzate e autentiche, situazioni sorprendenti che si dipanano in trame piene di invenzioni con sorpresa finale. Streghe di periferia e croniste mondane, uomini-lupo e donne-delfino, due simpatiche vecchiette che fuggono dalla casa di riposo e una giovane coppia impegnata in un disastroso viaggio di nozze a Napoli, le assurde esagerazioni della moda per bambini e gli inventivi costumi dei fan del sadomaso... Non mancano numerose storie d'amore, ma Joanne Harris dichiara anche la propria passione per i western, la fantascienza e l'horror. La sua è una mente creativa in piena effervescenza, affascinata dal miracoloso e dal terrificante ma sempre pronta a stemperare la paura con l'ironia (o, a volte, con un graffiante humour noir).

Attendiamo le vostri opinioni nella speranze che le nostre proposte vi abbiamo stuzziacato,
Casmi e Rosbì.

martedì 21 giugno 2011

"Isabel Allend Incipit"

Oggi ci tuffiamo ancora una volta fra le pagine sottili dei libri...oggi i nostri incipit sono opera di una scrittice cilena...Isabel Allende. Tre incipit, tre libri, tre storie toccanti che vogliamo invitarvi a leggere, saggiando il potere delle parole...  

La casa degli spiriti
Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. Il giorno in cui arrivò Barrabás era Giovedí Santo. Stava in una gabbia lercia, coperto dei suoi stessi escrementi e della sua stessa orina, con uno sguardo smarrito di prigioniero miserabile e indifeso, ma già si intuiva – dal portamento regale della sua testa e dalla dimensione del suo scheletro – il gigante leggendario che sarebbe diventato. Era quello un giorno noioso e autunnale, che in nulla faceva presagire gli eventi che la bimba scrisse perché fossero ricordati e che accaddero durante la messa delle dodici, nella parrocchia di San Sebastián, alla quale assistette con tutta la famiglia.

La città delle bestie
All'alba Alexander Cold fu svegliato di soprassalto da un incubo. Aveva sognato un enorme uccello nero che si schiantava contro la finestra con un fragore di vetri infranti, penetrava in casa e si portava via la mamma. Immobile osservava il gigantesco avvoltoio ghermire la madre per i vestiti con i suoi artigli gialli, volare dalla finestra rotta e perdersi in un cielo carico di densi nuvoloni. Il rumore del vento che sferzava gli alberi, la pioggia sul tetto, lampi e tuoni gli tolsero definitivamente il sonno. Accese la luce con la sensazione di trovarsi su una barca alla deriva e si avvinghiò alla sagoma del cagnone che gli dormiva di fianco. Sapeva che a pochi isolati da casa sua l'Oceano Pacifico mugghiava, infrangendo le sue onde furiose contro la scogliera. Rimase ad ascoltare la tempesta e a pensare all'uccello nero e alla mamma, in attesa che si placassero i rulli di tamburo che sentiva nel petto.

Inés dell'anima mia
Sono Inés Suarez, suddita nella leale città di Santiago della Nuova Estremadura, Regno del Cile, anno 1580 di Nostro Signore. Della data esatta della mia nascita non sono certa ma, stando a mia madre, venni alla luce dopo la carestia e la terribile pestilenza che devastarono la Spagna alla morte di Filippo il Bello. Non credo fosse stata la scomparsa del re a provocare la peste, come diceva la gente vedendo passare il corteo funebre che lasciava dietro di sé per giorni, sospeso nell'aria un odore di mandorle amare, ma non si può mai dire... La regina Giovanna, ancora giovane e bella, percorse in lungo e in largo la Castiglia per oltre due anni portandosi appresso quel feretro che apriva di tanto in tanto per baciare le labbra del marito, nella speranza che resuscitasse. A dispetto degli unguenti dell'Imbalsamatore, il Bello puzzava. Quando io venni al mondo, la sventurata regina, pazza da legare, era già stata reclusa nel palazzo di Tordesillas insieme al cadavere del consorte, e ciò significa che ho sul groppone almeno una settantina di inverni e che prima di Natale mi toccherà morire.

Buona lettura Casmi e Rosbì ^^ 

mercoledì 8 giugno 2011

"Cioccolibriamo"

Ed eccoci di nuovo da voi con una nuova puntata di cioccolibriamo, oggi vi proponiamo due romanzi profondi ed audaci in modo meravigliosamente sottile:
Il buio oltre la siepe – Harper Lee
Il Pendolo di Foucault di Umberto Eco


Titolo: Il buio oltre la siepe
Autore: Harper Lee
Anno: 1960
Editore: Feltrinelli
Prezzo: 8,90


Trama: Scout è una bambina come tante, che abita nella cittadina di Maycomb con il padre avvocato Atticu e il fratello Jem. Fin da piccola, come il fratello, è affascinata dalla presenza di uno strano individuo che abita di fianco a loro e su cui circolano voci e pettegolezzi.
Ma la gran parte del libro è occupata dalla causa del negro Tom Robbinson. Egli viene infatti accusato di aver violentato una bianca, Mayella Ewell.
L’autrice con questo scritto sottolinea la mentalità razzista di un piccolo paese, dove solo il padre della bambina sembra aver capito che tutti gli uomini sono uguali, soprattutto di fronte alla legge.


Titolo: Il pendolo di Foucault
Autore: Umberto Eco
Anno: 1988
Editore: Bompiani
Prezzo: 10,90


Trama: Casaubon, l'io narrante, è dapprima studente e poi giovane professionista dell'editoria a Milano. Attraverso una serie di eventi, trova nel mito dei Cavalieri templari la sua vera raison d'être culturale e professionale. Da tale mito tuttavia si diramano una serie di filoni che corrispondono alla parte più occulta o a quella più reietta della cosiddetta civiltà occidentale. Attraverso la scoperta di questi filoni facciamo la conoscenza degli altri personaggi del romanzo, alcuni buoni, altri meno, ma tutti interessati a qualcosa. L'avidità di ottenere ciò che i vari protagonisti cercano manda in malora i buoni e i cattivi più deboli, per così dire...

sabato 21 maggio 2011

Dostoevskij's incipit

Ieri nella nostra consueta rubrica, cioccolibriamo, vi avevamo proposto di leggere delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij Qui, ma visto che vogliamo assicurarci che abbiate recepito il messaggio, oggi vi proponiamo non uno, non due, ma ben tre piccoli incipit di mister Dostoevskij...buona lettura ^^

Memorie dal sottosuolo
"Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be’, almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono.) Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be’, io invece lo capisco"


Il giocatore
"Finalmente ero di ritorno dopo un’assenza di due settimane. Già da tre giorni i nostri si trovavano a Roulettenburg. Credevo di essere atteso con chi sa quale ansia, e invece mi sbagliavo. Il generale mi accolse con una disinvoltura eccessiva, mi parlò squadrandomi dall’alto in basso e mi mandò da sua sorella. Era evidente che in qualche luogo erano riusciti a procurarsi del denaro"


Delitto e Castigo

"All’inizio di un luglio straordinariamente caldo, verso sera, un giovane scese per strada dallo stanzino che aveva preso in affitto in vicolo S., e lentamente, come indeciso, si diresse verso il ponte K.
Sulle scale riuscì a evitare l’incontro con la padrona di casa. Il suo stanzino era situato proprio sotto il tetto di un’alta casa a cinque piani, e ricordava più un armadio che un alloggio vero e proprio. La padrona dell’appartamento, invece, dalla quale egli aveva preso in affitto quello stambugio, vitto e servizi compresi, viveva al piano inferiore, in un appartamento separato, e ogni volta che egli scendeva in strada gli toccava immancabilmente di passare accanto alla cucina della padrona, che quasi sempre teneva la porta spalancata sulle scale. E ogni volta, passandole accanto, il giovane provava una sensazione dolorosa e vile, della quale si vergognava e che lo portava a storcere il viso in una smorfia. Doveva dei soldi alla padrona, e temeva d’incontrarla"


Bene, finita questa prova del fuoco, diteci, quale di questi incipit vi ispira di più???

venerdì 20 maggio 2011

Cioccolibriamo

Fëdor Dostoevskij...lo sappiamo, già solo il suo nome è difficile da pronunciare, ma come potevamo non cosigliarvi in questo nostro cioccolibriamo almeno una sua opera, bene allora oggi vi proponiamo "delitto e castigo"...

Autore: Fëdor Dostoevskij
Titolo: Delitto e castigo
Anno: 1866
Genere: romanzo  
Editore: RIZZOLI
Pagine: 620

Trama: A San Pietroburgo Raskolnikov, studente ribelle e idealista che sogna di diventare un uomo superiore, uccide, in nome dell’umanità, una vecchia usuraia e la sorella, quest’ultima capitata accidentalmente sul luogo del delitto. Tormentato dal senso di colpa, pensa più volte di costituirsi, anche solo per avere l’occasione di esporre le sue motivazioni e di giustificare il suo punto di vista. Ben presto diventa preda di una terribile angoscia, di incubi e deliri che segnano l’inizio del suo castigo. Intanto, il giudice istruttore Porfirj ha intuito il segreto di Raskolnikov, malgrado un falso colpevole abbia inaspettatamente confessato il duplice omicidio. L’incontro con Sonja, figlia dell’ubriacone Marmeladov, che si prostituisce per mantenere la famiglia, fa scoprire a Raskolnikov la vera purezza di cuore. Figura simbolica della saggezza infangata, la ragazza accoglie con spavento la confessione della colpevolezza di Raskolnikov, lo convince che Dio lo perdonerà se lui acconsentirà a costituirsi e lo segue nel suo esilio in Siberia.

Ed ora per lasciarvi riprendere, un romanzo breve, ma intenso...

Autore: Hemingway Ernest
Titolo: Il vecchio e il mare (titolo originale The Old Man and the Sea)
Anno: 1952
Genere: romanzo
Editore: Mondadori
Prezzo: € 8.50

Trama:
Il breve romanzo narra la storia di un vecchio pescatore, Santiago, giunto ormai all'ottantaquattresimo giorno senza pescare un pesce, e del suo apprendista, Manolo, al quale tuttavia i genitori sembrano aver ordinato di non imbarcarsi più con Santiago ma di scegliere pescatori migliori. Santiago decide di prendere il mare da solo, riuscendo a far abboccare all'esca un grosso marlin, che lo trascina per tre giorni e tre notti. Alla fine il Vecchio uccide il pesce ma il suo rientro al porto è molto sofferto a causa dei pescicani, dei segni dell'età e del conseguente sconforto.

Allora vi sono piaciute le nostre proposte??? buona lettura Casmi e Rosbì

mercoledì 27 aprile 2011

Cioccolibriamo

Oggi eccoci da voi con un paio di libri che subito ha attirato la nostra cioccolibrosa attenzione...
  • Titolo: Il linguaggio segreto dei fiori
  • Autore: Diffenbaugh Vanessa
  • Editore: Garzanti Libri
  • Collana: Narratori moderni
  • Data di Pubblicazione: Febbraio 2011
  • Pagine: 344
  • Reparto: Narrativa
  • Prezzo: € 18.60
  • Data di uscita: 05/05/2011 
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Trama:
Victoria è una ragazza di diciotto anni con un passato alle spalle di certo non facile: abbandonata nella culla dai genitori, ha passato l’infanzia tra famiglie adottive, genitori provvisori e spesso non ideali. Un giorno però la ragazza incontra Elizabeth, una donna straordinaria e speciale che le cambia e sconvolge la vita persino in modo drammatico. Elizabeth è per Victoria la sua unica vera madre e per questo le trasmette un dono speciale: la capacità di conoscere il linguaggio segreto dei fiori. Diventata maggiorenne, la ragazza decide di lavorare come fioraia e il richiamo magico delle sue rose e delle sue margherite porterà tutta la città nel suo negozio. Perché i fiori, nel romanzo della Diffenbaugh, curano prima di tutto le ferite dell’anima e lasciano delle pillole di felicità. Victoria però ha paura di amare, di lasciarsi trasportare dalle emozioni e dalle parole. Per lei farsi toccare dagli altri è impossibile, l’unico tocco che sopporta è quello dei petali dei fiori. E’ infatti nella quiete del parco pubblico di una splendente San Francisco che la protagonista trova rifugio. Lì, attorniata dai fiori, i suoi pensieri possono esprimersi e la sua mente può volare libera. Grant, un ragazzo tenebroso che pare sappia misteriosamente tutto del suo passato, sembra però l’unico in grado di scuotere Victoria e di regalarle dei momenti di serenità. La ragazza infatti si porta dentro una ferita che è una colpa che non riesce a cancellare dal suo cuore. Per fortuna esistono i fiori. Ce n’è uno per ogni male dell’anima.

La copertina...Le rose per la grazia e l’eleganza, la camomilla per emergere dalle difficoltà, la gerbera come l’allegria di un’inattesa speranza e i bouganville per la passione. Ogni fiore ha un significato più intenso di quello che pensiamo e ogni lettore potrà attribuirsene uno, scegliendo per sé, una copertina diversa per questo libro (per noi scegliere sarà difficile ^^") ...
 
Ed adesso un classico dal gusto davvero affascinante...
  • Titolo: La lettera scarlatta
  • Autore: Hawthorne Nathaniel
  • Editore: BUR
  • Numero di pagine: 265
  • Data di pubblicazione: 1850
  • Reparto: Narrativa
  • Prezzo: 6,80
  • Trama:
    Ambientato nel New England puritano nel XVII secolo, il romanzo racconta la storia di Hester Prynne, che ha una figlia dopo aver commesso adulterio, rifiuta di rivelare chi è il padre e lotta per crearsi una nuova vita di pentimento e dignità. La lettera scarlatta è la A che per punizione ogni adultera deve portare cucita sul petto e che "marchia" in modo indelebile le azioni e la coscienza della protagonista, stretta l'antico seduttore in un crescendo di tensione, sofferenza, angoscia...

Speriamo le nostre proposte letterarie di oggi vi abbiamo incuriosito, buona lettura a tutti e con questo chiudiamo... 

sabato 23 aprile 2011

Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore.

Salve Amici della Casa sulla'lbero! (E' bellissimo chiamarvi così, scusateci, ma dovevamo toglierci lo sfizio!!!) Come vanno le vostre vacanze pasquali? Ve le state godendo? Avete partecipato alle funzioni in Chiesa? Saremo liete di ricevere i vostri commenti con le risposte ^-^ By the way oggi 23 Aprile, sapete che giorno è? Ma come non lo sapete?! E' la Giornata mondiale del Libro e del Diritto d'Autore. Scopriamo insieme, nel dettaglio, di che cosa si tratta...

Il 23 aprile si festeggia la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore. Si tratta di una ricorrenza stabilita dall'UNESCO e la scelta è ricaduta proprio su questa data poiché in questo giorno morirono, nel 1616, due grandi pilastri della letteratura e della cultura mondiale, quali William Shakespeare e Miguel De Cervantes, oltre che El Inca Garcilaso de la Vega.


La Giornata è patrocinata dall'UNESCO e a partire dal 1996 ed ogni anno viene festeggiata con manifestazioni ed eventi in tutto il mondo. Viene promossa la lettura dei libri ma anche il valore della produzione intellettuale in generale, assieme al diritto d'autore e al copyright. Oltre che ricollegarsi alla morte di Shakespeare, Cervantes e de la Vega, la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore segue anche un'antica tradizione catalana di cui si fece recentemente promotore lo scrittore ed editore Vincent Clavel Andrés, grazie al quale il re Alfonso XIII promulgò nel 1926 un decreto regio con cui il 7 ottobre divenne la Giornata del libro Spagnolo. La data fu successivamente sposata al 23 aprile e non a caso, essendo infatti questo il giorno di San Giorgio, patrono della Catalogna. Nel medioevo ogni 23 aprile in occasione di questa importante festa patronale gli uomini regalavano ognuno una rosa alla propria donna; i librai hanno proseguito questa usanza regalando ai propri clienti una rosa per ogni libro acquistato il 23 aprile. Per questo motivo questa ricorrenza è ancora oggi nota anche come Giornata del libro e delle rose.

Crediamo che la Giornata mondiale del libro, sia per noi comunità di lettori, per quanto ci riguarda lettrici
compulsive anonime, un' importantissima ricorrenza da festeggiare e la cui tradizione deve essere preservata. E' davvero bello e significativo che l'UNESCO abbia scelto di dedicare almeno una giornata all'anno al libro, quanto di più semplice esiste, un insieme di pagine, che però al loro interno racchiudono il mondo intero, in tutte le sue forme più variegate e cangianti. Compagno di tante avventure, foriere di infinite, meravigliose e a volte tremende verità, voce delle coscenza, narratore di storie, custode di memorie passate, amico fedele, amante di una vita, tutto ciò è quell'accumulo di carta bianca ed inchiostro che noi chiamiamo '' libro ''... Si tratta dunque, di un patrimonio, un vero e proprio dono che ci è stato fatto, da custodire, apprezzare e assolutamente festeggiare!
Ad esempio, per l'occasione, la Feltrinelli ha deciso di scontare tutti quanti i libri in vendita del 20%, così come molte altre iniziative sono state organizzate. Dalle vostre parti si è per caso festeggiata la Giornata mondiale del libro in qualche modo particolare? Volete sapere a noi che cos'è capitato? Eccovi serviti ;)

Pillola di vita del giorno (fatevi due risate): Non so se vi ricordate, ma all'inizio della Quaresima, all'interno di un post tutto quanto speciale, vi avevamo accennato che Casmi come fioretto per prepararsi alla Pasqua, aveva deciso tra le varie cose, di non comperare nessuno libro o fumetto, qualsiasi cosa fosse cartaceo o leggibile. Bene le buone notizie sono due:
- Anizitutto è riuscita perfettemamente a rispettare l'impegno preso (in realtà un libro l'ha comprato, ma su ordine della prof, dunque questo non conta... u.u)
- Poi, che, tutti i fioretti si concludono a mezzogiorno del Sabato Santo.
Casmi era del tutto ignara di questa cosa e appena sua madre gliene ha parlato, non ha potuto resistere, si è fiondata in libreria, la Feltrinelli per l'appunto, accompagnata niente popò di meno e come al solito da Rosbì (!) e si è data allo shopping libresco più sfrenato, che ha avuto come risultato l'acquisto di tre libri e un fumetto (che vi mostreremo domani in un post a parte, per ascoltare le vostre opinioni in merito...), per la modica cifra di: (ohhhh rullo di tamburi prego!) Non ve lo diciamo!!!! Segreto!!!! Rosbì invece, pur approfittando degli sconti è stata più modigerata preferendo comperare solo un fumetto (che brava ragazza... !) Quale straordinaria coincedenza la fine del fioretto e la Giornata mondiale del libro avvenute nello stesso, giorno si è trattato proprio di un segno del destino... ! Devamo uscire e fare acquisti per forza!

Buona Giornata mondiale del libro, Casmi & Rosbì.

sabato 9 aprile 2011

Dalla libreria di Casmi & Rosbì: Recensione di '' Spells '' by Aprylinne Pike

Salve Amci ben ritrovati! Ecco che come Sabato scorso Casmi e Rosbì hanno in serbo per voi una bella recensione, il libro del quale parleremo oggi è... (rullo di tamburi prego!): Spells di Aprilynne Pike.
Autore: Aprilynne Pike
Prezzo: 17.90 euro
Pagine: 337
Titolo originale: Spells
Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Anno di pubblicazione 2011 
Generi: Fantasy
Ragazzi, Teens
Ragazzi.

Avete voglia di immergervi in un mondo parallelo inondato da petali di rosa, vecchi tronchi nodosi e sempreverdi e un fresco aroma appena speziato alla cannella? Allora Spells è libro giusto per voi.
Secondo capitolo della quadrilogia di Wings by Aprilynne Pike, è la perfetta ed entusiasmante continuazione delle avventure di Laurel, una ragazza come tante, che all’ improvviso scopre di essere una fata e la sua vita viene totalmente sconvolta. Il trasferimento in un’altra cittadina, lontano dalla sua adorata campagna; nuovi amici; incontri che piacevolmente la sorprendono; un segreto e una porta da proteggere; ancora, uno scontro epico e una scelta difficile e sofferta (anche se suona più come un arrivederci che come un addio e difatti…), con la quale si conclude il primo volume, sono gli eventi chiave che caratterizzano la prima parte di questa fantastica storia. Abbiamo che Laurel al termine dello scontro con i trols, dopo aver accettato definitivamente la sua nuova identità, sceglie comunque di restare a risiedere tra gli umani per proteggere i propri cari e il proprio ‘’amore’’, poiché, nonostante la fioritura che le compare dietro la schiena ogni autunno a ricordarle che è, e sempre sarà un fiore, ella si sente in fondo al cuore più legata al mondo degli umani, dove è cresciuta. Casmi e Rosbì hanno amato moltissimo non tanto il personaggio di Laurel, che nel primo volume non si svela totalmente al lettore, quanto l’ambientazione e la magia, che improvvisamente sembra uscir fuori dalle pagine e materializzarsi davanti ai nostri occhi, che l’autrice è stata in grado di intrecciare, come per’incanto, tra una pagina e l’atra.  Ma in questo prosieguo le carte in tavola cambiano radicalmente. Il modo in cui Aprilynne Pike, ci porge la lettura della sua storia diventa più invitante, similmente ad un cesto pieno di frutta fresca, meraviglioso alla vista, ma ancora di più al gusto. Lo stile si fa più fluido, ma al contempo si arricchisce di danti piccoli dettagli e vezzeggiativi che abbelliscono la trama senza appesantirla, anzi forse il contrario. Leggendo questo libro c’è infatti il rischio di perdersi tra le mille vallate assolate e piene di boccioli colorati di Avolon e di restarci per sempre. Abbiamo trovato davvero favolosa l’ambientazione, quasi fiabesca, che fa da scenario alle azioni dei protagonisti,  che anch’essi, diventano via via più complessi, particolari, interessanti. Si assiste dunque in questa seconda parte della narrazione ad una grande evoluzione sia sotto il profilo narrativo, sia sotto quello introspettivo, che sotto quello descrittivo. Ma adesso, senza perderci in altre chiacchiere chiudiamo gli occhi e catapultiamoci, almeno per un secondo nel mondo incantato di Laurel. E’ estate e la nostra giovane fatina riceve una lettera direttamente dall’Accademia di Avolon, attraverso la quale viene invitata a trascorrere l’estate lì, al fine di studiare ed affinare le sue doti fatate per la creazione di pozioni perfette. Dovete infatti sapere che Laurel è (o meglio lo diventerà nel corso della storia ^^’’) un’intrugliatrice. Si tratta di un appellativo, leggermente dispregiativo, che le fate di primavera attribuiscono a quelle d’autunno, per specificare che loro si occupano della preparazione di intrugli: filtri ottenuti mediante la muscolazione di petali di fiori, polveri fatate e tanti altri piccoli composti naturali. La nostra dolce protagonista che è ancora una principiante in materia, dovrà spendere molte energie per affinare le sue abilità e creare delle pozioni efficaci, ma l’ottimismo e la tenacia non le mancano di certo. In ogni caso se negli intrugli non è ancora specializzata, Laurel si concentra su qualcosa che le riesce un pochino meglio, stare con Tamani. Arrivate a questo punto dobbiamo dirvelo, in alcuni punti è stata una sofferenza enorme dato il profondo amore che noi proviamo per David, il bel fidanzatino umano che Laurel ha lasciato a casa (se non siamo state abbastanza esplicite si tratta di un triangolo amoroso ^^). Detto ciò bisogna comunque che restiamo imparziali, nonostante il nostro patteggiare per il dolcissimo ragazzo umano dai capelli biondi. Si deve infatti convenire che il personaggio di Tamani improvvisamente si evolve, cambia volto e si mette totalmente a nudo divenendo così sicuramente molto interessante e anche affascinante sotto il profilo narrativo. Egli in particolar modo, riesce ad esternare i sentimenti che prova nei confronti di Laurel e l’autrice nel parlarci di ciò dipinge in maniera esemplare il suo tormento, la sua sofferenza e il dolore che la fata ogni volta gli provoca scomparendo dalla sua vita. Laurel allora si trova nuovamente di fronte ad un bivio… David o Tamani. Fate o umani. Casa o Avolon. Si tratta di quesiti che le corrodono la mente e la spaventano a tal punto da toglierle il sonno. Tuttavia ella sa bene, che almeno per il momento, la cosa migliore da fare è continuare a vivere assieme alla sua famiglia e a David, la persona che realmente ama (e questo è forse il momento più bello…). Probabilmente Laurel sente dentro di se un enorme senso di responsabilità, gratitudine e devozione verso i suoi genitori e il fidanzato, ma al contempo pare che abbia dei ripensamenti, che ci sia qualcosa che le impedisca di essere cecamente sicura della scelta che sta per compiere, aspetto che la Pike, intelligentemente, introduce ma fa rimanere ambiguo per alimentare la suspance.  Tuttavia il ritorno a casa dopo l’estate trascorsa tra le fate, non è poi così felice e tranquillo come Laurel si aspettava. Infatti alcune tensioni nel rapporto con la madre, la scoperta che i trols sono ancora in circolazione le daranno non poco filo da torcere, tanto che sorge spontaneo domandarsi: Come andrà a finire? Chi avrà la meglio? La scelta di Laurel sarà definitiva? Beh Amici staremo a vedere con il terzo volume della saga che verrà pubblicato, sempre per la Sperling e Kupfer il prossimo anno (noi non vediamo l’ora!). Vi consigliamo dunque, con tutto il cuore la lettura di questo libro come del precedente, Wings, perché siamo sicure che il rarefatto ed incantevole universo di Avalon, la dolcezza delle trame e dei personaggi, le scintille degli incantesimi, il profumo di fiori e mettiamoci anche la bellezza suggestiva di Tamani e lo sguardo penetrante ed avvolgente di David, sapranno conquistarvi.

Da Casmi e Rosbì è tutto, a più tardi e buone letture :)

sabato 2 aprile 2011

Dalla libreria di Casmi & Rosbì: "Il barone rampante" di Italo Calvino

Ecco un'altro dei libri che vi proponiamo, preso direttamente dalla nostra libreria: ''Il barone rampante"
 
Titolo: il barone rampante

Autore: Italo Calvino
Anno: 1957
pag: 264
prezzo: collana oscar mondadori  9,90

Il barone rampante è un romanzo di Italo Calvino scritto nel 1957, secondo capitolo della "trilogia araldica", insieme a Il visconte dimezzato (1952) e Il cavaliere inesistente (1959), ma lo si può leggere anche da solo tranquillamente.

Trama: Cosimo 12 anni, figlio del conte di Ombrosa stanco delle restrizioni e delle regole a cui viene costretto, usando come pretesto un banael capriccio sale sugli alberi vicino casa e decide di vivere lì per sempre...Dapprima Cosimo conosce una bambina, Violante, di cui si  innamora perdutamente; ma in seguito questa parte, spezzandogli il cuore. Negli anni seguenti  Cosimo si adatta alla vita sugli alberi, cercando di renderla più comoda possibile, sopravvivendo grazie alla caccia e  vivendo molte avventure e molti avvenimenti; sorprendentemente diventa un uomo molto colto e riflessivo, riscopre l'amore, il dolore e il piacere di vivere con una prospettiva del tuyto particolare...

 Considerazioni: Il Barone rampante è ironico, scritto come se fosse un libro di magia che incanta chi legge anche se a volte è un pò troppo ripetitivo. Il nostro barone rampante, Cosimo, è un anticonformista in modo magnificamente sottile, un involontaria presa in giro verso chi sottovaluta i bambini, il potere della volontà e la forza dell'ingegno umano; è un personaggio che suscita in chi legge di lui ma anche nei personaggi del libro stesso, giudizi contarstanti... Da una parte lo si ammira perchè a differenza di molti è riuscito a impuntare i piedi e rimanere fedele a se stesso, senza però privarsi di tutta la gamma di emozioni che poteva conoscere, d'altra parte proprio il suo sfidare il mondo a prescindere, gli impedisce di vivere quest'ultimo per davvero ... O forse è proprio il suo estranearsi dalla visione lineare delle cose, che lo rende capace di capire più a fondo il mondo? Un uomo degli alberi, un signorino raffinato che di certo vi conquisterà...

A presto Casmi & Rosbì :)