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lunedì 6 febbraio 2012

Dalla Cineteca di Casmi & Rosbì: Recensione di ''The Blind Side''

Amiciiiiii! Ben ritrovati in cime al nostro dolce rifugio! Come state? Quali notizie portate? A Casolandia nessuna novità (per ora), ma restate sintonizzati perchè presto sganceremo la bomba, una mega sorpresa in arrivo... Ma non possiamo dirvi assolutamente nulla perciò pazientate e tornate spesso a trovarci. Tanto per dirne una stasera abbiamo intenzione di recensirvi un film (ora recensione è anche una parola grossa, non siamo espertissime in cambo cinematografico parentesi nella parentesi (come la nostra amica Pallen che non sta più curando la sua rubrica ''Vecchie Pellicole...'') e quelli che vogliamo darvi sono solo semplici giudizi o consigli) Un film guardato ultimamente e che ci ha particolarmente colpito è: (rullo di Tamburi prego!) ''The blind side - Il lato sieco''. Scopriamone insieme gli attori e la trama e poi passiamo alle considerazioni personali (rigorosamente di Casmi e Rosbì u.u).

Trama: The Blind Side è un film del 2009 scritto e diretto da John Lee Hancock.
Il film si basa sul libro The Blind Side: Evolution of a Game scritto da Michael Lewis, che racconta la vita di Michael Oher, dalla sua problematica adolescenza fino a quando diviene un giocatore di football americano professionista dei Baltimore Ravens.
Per la interpretazione della madre adottiva di Oher, Leigh Anne Tuohy, Sandra Bullock vince un Golden Globe 2010 come miglior attrice drammatica e lo Screen Actors Guild Awards. Il film ha ottenuto due candidature agli Oscar 2010, come miglior film e miglior attrice protagonista (Sandra Bullock), ottenendo quello per la migliore attrice protagonista.
Il film racconta la storia vera di Michael Oher, famoso giocatore di football americano nel ruolo di giocatore di linea d'attacco. Il titolo del film, The Blind Side, fa riferimento proprio a questo ruolo. Il compito del lineman infatti, è quello di proteggere il quarterback dai placcaggi degli avversari, che cercheranno di bloccarlo attaccandolo proprio dai lati che il quarterback non può vedere (i blind sides appunto). La storia è quella di un diciassettenne senzatetto rimasto orfano di padre e con una madre dipendente dal crack da cui è stato separato ancora piccolo per incuria del ragazzo. Il ragazzo è ospite per qualche tempo dal padre di un suo amico, il quale però non sarà fortunato quanto Michael e morirà anni dopo durante una sparatoria nel quartiere malfamato da cui proveniva. Nonostante i problemi economici, il presunto scarso quoziente intellettivo e la bassissima estrazione sociale di provenienza, il ragazzo riesce ad iscriversi a scuola grazie all'intercessione del coach amico del padre del compagno di Michael, ma l'adattamento tra i compagni risulterà molto difficile a causa dalla sua profonda introversione, della sua notevole stazza e delle condizioni in cui vive (è talmente povero che non ha nemmeno un ricambio per gli abiti che ha indosso). Un giorno il ragazzo viene notato dalla benestante famiglia Tuohy. La signora Leigh Anne (Sandra Bullock) prende a cuore la sua vicenda e decide così di adottarlo, aiutandolo negli studi e nello sport. Grazie alla nuova famiglia e ai nuovi amici, Michael riuscirà a realizzare il suo sogno di diventare un giocatore professionista di football americano.
Giudizio personale: Poche parole ma giuste. Un film che mette d'accordo tutti. Ideale da guardare in tv sul davano in compagnia della famiglia davanti ad una spropositatamente grande confezione di popcorn. Sandra Bullock da fantastica e brillante protagonista ci regala una pellicola, in realtà basata su di una storia vera, forse anche per questo più incisiva, piacevole e profonda. La commovente vicenda di questo giovane, accolto come un figlio all'interno di una famiglia, vestito, nutrito ma sopratutto amato, una vecchia favola rivisitata che sempre ci piace guardare. Infine una grande passione, quel motore che ci spinge a lottare contro qualsiasi cosa per arrivare a conquistare i risultati tanto agognati, il baseball, grande sogno americano. Una scala che lentamente ''Big Mike'' sale nella quale tutti noi lo sorreggiamo ;)

Casmi & Rosbì!

martedì 31 gennaio 2012

Dalla libreria di Casmi & Rosbì: Recensione di ''Mr Gwyn'' di Alessandro Baricco

Dopo la pausa del week-end Casmi e Rosbì hanno preparato una bella sorpresina per voi: La recensione, come promesso, di Mr Gwyn di Alessandro Baricco! Perciò sedetevi, rilassatevi e buona lettura!

Autore: Alessandro Baricco
Prezzo: 14,00 euro
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2011
Collana: I narratori
Pagine: 158
 
Sinossi: "Mentre camminava per Regent Park - lungo un viale che sempre sceglieva, fra i tanti - Jasper Gwyn ebbe d'un tratto la limpida sensazione che quanto faceva ogni giorno per guadagnarsi da vivere non era più adatto a lui. Già altre volte lo aveva sfiorato quel pensiero, ma mai con simile pulizia e tanto garbo." Così comincia il nuovo romanzo di Alessandro Baricco. La storia di un uomo che ha bisogno di sottrarsi a se stesso, al suo lavoro, alle sue relazioni. La storia di un uomo che ha bisogno di parlare con i morti, con i corpi, con i suoni per capire il mondo in cui continua ad abitare. La storia di Jasper Gwyn, nostro contemporaneo. Jasper Gwyn è uno scrittore. Vive a Londra e verosimilmente è un uomo che ama la vita. Tutt'a un tratto ha voglia di smettere. Forse di smettere di scrivere, ma la sua non è la crisi che affligge gli scrittori senza ispirazione. Jasper Gwyn sembra voler cambiare prospettiva, arrivare al nocciolo di una magia. Gli fa da spalla, da complice, da assistente una ragazza che raccoglie, con rabbiosa devozione, quello che progressivamente diventa il mistero di Mr Gwyn.
 
Giudizio: Una recensione lampo, ecco come potremmo definirla.
Più precisamente, desidereremmo usare tre parole.
Tre, magari, insulse sigle di lettere che ci ronzano nella testa da settimane; girano tutt’intorno e producono un acuto e penetrante suono che per la sua insistente delicatezza non possiamo non pronunciare ad alta voce:  Mr Gwyn di Alessandro Baricco, è una sinestesia discendente.
Non abbiamo ancora capito, e forse non ci riusciremo mai (aspetto che ancor di più ci affascina), come questo autore ci riesca. Combina, stravolge e ci restituisce percezioni sensoriali totalmente sfasate.
<< Chi sono? Da dove vengo? Dove sto andando? Ricordo solo che un attimo fa era una bella giornata e stavo leggendo il nuovo libro di Alessandro Baricco >>
Uno strano senso di vuoto o instabilità che sembra catapultarci, come un fulmine a ciel sereno in un altro mondo. E in quest’altro mondo ogni cosa appare così incredibilmente impalabile che… Gli occhi divorano invece delle labbra e scrittori dipingono.
Sisi non avete sbagliato a leggere, state tranquilli.
Si è mai sentita una cosa più assurda? Assolutamente no. Eppure è così stuzzicante.
Descrivere con le lettere quei tratti, segni o particolarità che solo un gesto, uno sguardo o una curva della schiena possono celare. Nello studio di Mr Gwyn tutto questo diventa possibile. Divanetti in pelle. Mura umide e porose. Una melodia in sottofondo che canta incessantemente. Lampadine che prima emanano la stessa intensità e poi, improvvisamente, si affievoliscono e si spengono senza alcun criterio… Come creando delle zone d’ombre. Piccoli buchi spazio-temporali nei quali il nostro protagonista è in grado di scorgere molto di più di ciò che apparentemente potrebbe annidarsi. Mr Gwyn ama definirsi un copista… Sarà forse un pittore? O uno scrittore?
Magari. Oppure no.
Sta solo a voi leggere e decidere.
Un uomo affascinante, estremamente sensibile, commosso conoscitore, seppure da estraneo, della vita altrui. Una calamita.
Mr Gwyn è questo e molto altro.
Citazioni:
– Una luce è giusto uno spicchio di storia. Se c'è una luce che è come lei, ci sarà anche un rumore, un angolo di strada, un uomo che cammina, molti uomini, o una donna sola, cose del genere. Non si fermi alla luce, pensi a tutto il resto, pensi a una storia. Riesce a capire che esiste, da qualche parte, e che se lei la trovasse, quello sarebbe il suo ritratto? –

- Così finì per capire che si trovava in una situazione nota a molti umani, ma non per questo meno dolorosa: ciò che, solo, li fa sentire vivi, è qualcosa che però, lentamente, è destinato ad ammazzarli. -

Casmi & Rosbì!

giovedì 10 novembre 2011

Dalla libreria (dallo zaino più che altro -.-'') di Casmi & Rosbì: Re(lazione)censione di Le ''Ultime lettere di Jacopo Ortis''

Salve Amici Buonasera! Come state? Piaciuta la merenda di oggi pomeriggio?? Assolutamente fantastica, da leccarsi i baffi :3 Ma, come direbbe la nostra prof (-.-'''''''''') non finisce qui!!! Quest'oggi abbiamo infatti in serbo per voi molto altro, tipooo una bella recensione librofila! Ok siamo sincere... Si tratta di una relazione scritta per scuola, ma fa lo stesso no?! In fondo il libro è un classico e la sua lettura non è stata poi così noiosa (in realtà no, ad ogni pagina sfogliata rischiavamo il collasso, ma questa litote era indispensabile altrimenti non avreste continuato a leggere ^^''). Si tratta di Le ''Ultime lettere di Jacopo Ortis'' (acutamente soprannominato dal nostro amico Parchè Giacopo Mortis, un emo depresso che già dalla prima pagina del libro ha deciso che la vita gli fa schifo, ora per l'una ora per l'altra ragione, e dopo averti fatto penare per circa 200 pagina si uccide :DDDD), ironia a parte se la cosa vi incuriosisce leggete un po' il nostro lavoro!

Autore: Ugo Foscolo
Prezzo: 8.50 euro
Formato: Tascabile
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici  
Pagine: 192

Introduzione: Le ‘’Ultime lettere di Jacopo Ortis’’, è un romanzo epistolare di Ugo Foscolo che si presenta come una raccolta di lettere che il protagonista, Jacopo Ortis, spedisce all'amico Lorenzo Alderani e che dopo la morte di Jacopo, egli avrebbe consegnato alla stampa aggiungendo di proprio pugno una presentazione e una conclusione. Questo insieme di epistole può essere considerato come il primo romanzo della letteratura italiana. Si trattava infatti allora, di un genere poco esplorato data la prevalenza per la divulgazione di nozioni sotto forma di trattati; l’opera quindi nel suo genere è dotata di una grandissima originalità poiché costituisce un nuovo modo di narrare proponendo le vicende al lettore attraverso una raccolta di lettere intime, rivolte si a Lorenzo Alderani, ma che implicitamente Foscolo scrive tanto per i contemporanei quanto per i posteri. Parte della materia che costituisce il romanzo è dunque chiaramente autobiografica, l’autore infatti si ispira ad avvenimenti realmente accaduti. Jacopo Ortis è in realtà Girolamo Ortis, uno studente universitario nato nella zona di Pordenone, a cui muta il nome in onore di Jean-Jacques Rousseau.

Trama: Per quel che concerne la trama, che fa da sfondo ad epistole talora strazianti, talora ridondanti di gioia o semplicemente confessioni intime che il protagonista fa al suo amico in cerca di comprensione, sostegno e conforto, abbiamo che Jacopo Ortis è uno studente universitario veneto sostenitore del modello politico repubblicano che dopo la disfatta della patria decide, ormai privo di qualsiasi speranza o aspirazione, volontariamente di isolarsi dal mondo e rifugiarsi presso i colli Euganei, il così detto ‘’Locus amenus’’, luogo idilliaco dove lo stesso Petrarca amava risiedere e talvolta anche proiettar visi con la sola immaginazione. Conducendo dunque questo genere di vita appartata e tranquilla Jacopo si dedica essenzialmente ad attività tese a rinfrancare l’animo come la lettura, in particolar modo dei classici greci e soprattutto di Plutarco, assieme all’intrattenimento di placide relazioni con il curato oppure il signorotto del paese. Tuttavia, ben presto, questa sorta di esilio per alcuni versi volontario,  per altri quasi forzato, finirà con il causare al giovane ancora più tormento di quello dovuto alla sconfitta della patria. Contrò la sua stessa volontà infatti si innamorerà della maggiore delle figlie del Signor T*****, già promessa in sposa ad un altro uomo dal padre senza il suo consenso , per ragioni puramente economiche. Il protagonista trascorrerà momenti idilliaci insieme con la giovinetta, Teresa, la quale arriverà a confessargli la sua profonda infelicità circa le nozze alle quali è costretta ed in un voluttuoso abbandono ai sentimenti i due arriveranno a scambiarsi delle effusioni. Si può dire che da questo momento, in cui l’animo di Jacopo finalmente assapora attimi di gioia autentica, probabilmente i primi e gli ultimi della sua breve e travagliata esistenza, inizieranno a sorgere dentro di lui profondi sensi di colpa, frustrazione ed un piccolo germe di follia che poi matureranno nella scelta del suicidio. Egli infatti nonostante abbia appena ottenuto ciò che veramente desiderava, ma che per viltà e anche timore non aveva neanche avuto il coraggio di ammettere di fronte a se stesso, essendo da tempo persuaso che il destino segnasse la vita di ognuno incidendovi ad enormi caratteri: ‘’l’uomo sarà infelice’’, decide, anche se con moltissimi dubbi e sofferenze, di togliersi la vita. Dopo quindi aver viaggiato, cambiato città molte volte e cercato di scacciare il pensiero della dolce Teresa che sempre, in ogni ora del giorno e della notte, come egli stesso racconterà nelle lettere all’amico Lorenzo, lo perseguitava, non riuscendo più ad esercitare più un pieno controllo su di sé, sui suoi sentimenti e sul suo cuore, altro non può fare che rinunciare a lottare in questo scontro già in partenza impari che è la vita e rassegnarsi dinanzi a quella sorte che in fondo aveva ed ha già tracciato l’esito della storia di ognuno. Scriverà allora un’ultima lettera a Teresa, farà visita all’amico ed alla madre per poi piantarsi un pugnale nel cuore ed esalare l’ultimo respiro rivolgendo ancora un pensiero alla sua amata e contemplando una cornicetta con il suo ritratto dietro la quale sono riportati i seguenti versi della Divina Commedia, purgatorio, canto I: ‘’ libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta ‘’.


Giudizio finale: Passando poi alle conclusioni, possaimo dire di aver trovato questa lettura particolarmente interessante. In quanto considerato ufficialmente primo romanzo della letteratura italiana mi ha incuriosito leggere e conoscere quest’opera per rapportarla magari ad altre così da ripercorrere l’evoluzione che la tipologia narrativa del romanzo ha subito da allora sino ad oggi. La passione poi, ed il fermento interiore quanto intellettuale del protagonista mi hanno piacevolmente coinvolto, permettendomi di seguire con trasporto i punti salienti della narrazione ed in particolar modo la parte conclusiva nella quale il lettore da un lato freme dal conoscere cosa realmente Jacopo deciderà di fare, se avrà la forza di mettere in atto la sua coraggiosa scelta oppure rinuncerà per la scarsa fiducia in se stesso; dall’altro lato invece il lettore desidera accompagnare spiritualmente ed in silenzio l’animo sofferente di un uomo che arrivato al limite delle proprie forze decide coraggiosamente di abbandonare il mondo. Dunque la figura di Jacopo Ortis con la sua autenticità ed il suo essere perseguitato da dubbi che sfiorarono e ancora oggi sfiorano la mente di molti uomini rappresentava allora l’emblema della crisi dei valori illuministi che lentamente iniziano ad essere surclassati da quelli romantici, mentre oggi nient’altro che l’eterna lotta tra ragione e sentimento.

Casmi & Rosbì :)

lunedì 7 novembre 2011

Dalla Cineteca di Casmi & Rosbì: Recensione (halloweeniana) di Paranormal Activity !

Salve Ragazzi bonne soir ^^ Comment ca va? Che ne dite di questo approccio francese, vi piace? A noi piuttosto, è elegante e rilassante, decisamente in contrasto con la recensione cinefila che vogliamo proporvi questa sera. Si tratta di una pellicola che probabilmente i più spericolati, impavidi o semplicemente curiosi di voi avranno già visto, rigorosamente in prima visione al cinema di fronte ad una confezione maxi di popcorn

(Ahhh i popcorn! :3 Li adoriamo! Domani abbiamo anche deciso di portarli come merenda a scuola :D) qualche anno fa all’incirca. Noi invece, anche se non potrebbe sembrare, non siamo delle tipe poi così tanto coraggiose, per cui abbiamo aspettato un po’ prima di decidere a vedere… Rullo di tamburi prego: Paranormal Activity! (In verità ancora oggi non sappiamo chi ce l’abbia fatto fare, abbiamo trascorso un halloween davvero lugubre ed inquietante, ma soprattutto non sappiamo che cosa ci abbia spinte, dopo essercela letteralmente fatta sotto dalla paura, a guardare anche gli altri due film, i sequel!!!!) Ci apprestiamo dunque a scrivere un piccolo parere personale su uno dei film che ha fatto recentemente più scalpore mettendo paura addirittura agli americani, gli aspettatori di film horror più imperturbabili in assoluto! (Una volta approdato in Italia infatti, conoscendoci, sono state tagliate le parti del film di paurose -.-‘’)
Trama (se così si può definire): Katie e Micah sono una giovane coppia, da poco trasferitasi in un appartamento suburbano, che inzia ad essere disturbata da qualcosa nel bel mezzo della notte. Qualcosa che potrebbe essere paranormale. Un esperto del settore viene consultato, e gli rivela che quello che li tormenta non è un semplice fantasma, ma un demone che si ciba di energie negative. Micah decide allora di piazzare una videocamera nella loro stanza da letto per vedere quello che accade mentre dormono, scoprendo realtà inquietanti.


Giudizio: Cosa pensiamo realmente di questo film? E’ assolutamente una stupidaggine! Infatti, in realtà, non c’è niente di così spaventoso da incutere timore rispetto ad altri film del genere centomila volte più terrificanti.
In questa casa avvengono attività paranormali. C’è questo essere che si diverte a torturare la giovane coppia che ci vive non facendolo loro chiudere gli occhi neanche per un secondo la notte! (dovreste vedere le occhiaie della protagonista alla fine del film!).
Porte che sbattono, armadi che si aprono e chiudono, lenzuola che improvvisamente si sollevano e si agitano in aria, oggetti che scompaiono o semplicemente che cambiano posizione. In pratica alla fine del film conosci meglio tu spettatore quella casa che i protagonisti! A eccezione del finale poi, dove magari si rincara la dose ed la vicenda si fa seriamente più inquietante, il film è questo. Un alternanza di giorno-notte-giorno-notte dove una telecamera riprende costantemente quei due poverini perfino quando sono in bagno. E la cosa fantastica è che il Micah, il fidanzato, è in verità un decelebrato totale! La ragazza gli dice: ‘’Lascia in pace quella cosa che ci sta perseguitando’’ e lui non le da retta, anzi cerca in tutti i modi di comunicare con lui! Ed infatti, scusate lo spoiler, farà una brutta fine -.-‘’ proprio per questa motivazione.
 Quello su cui gioca molto questo film sono i souni, i rumori, gli scricchiolii assieme all’assenza di luce ed al tremolio delle immagini, tutto ciò che è alla base della percezione sensoriale. La paura infatti sorge non perché ci sia effettivamente qualcosa da temere ma perché la pellicola ti mette una tale ansia a dosso che ti aspetti da un momento all’altro che muoiano tutti! Ed invece non accade niente sino agli ultimi scarsi sette minuti. La trama quindi, almeno in questa primo film, è praticamente inesistente!
Ok magari esponendo questo giudizio, dopo aver visto tutti e tre i film (:S), abbiamo fatto un po’ le gallette. Ripensandoci alla luce del sole ci siamo rese conto che Paranormal Activity è una stupidaggine infinita, non spaventa, ma guardato di notte, a luci spete, ad Halloween, inquieta abbastanza. Cioè parecchio. Ok forse moltissimo.
Detto questo possiamo andare ad internarci prima che dalla finestra della Casetta ci prendiate a sassate! (^^’’) Solo un'ultimissima cosa! Un qualcosa che potrebbe invogliarvi a vedere il film è proprio il finale, anzi i finalI, si perchè ce ne sono bene tre versioni differenti (uno più strano dell'altro e naturalmente in Italia è approdato quello più fasullo!) quindi se sieti tipi curiosi vi lanciamo questa sfida, guardate Paranormal Activity!!!
A presto Casmi & Rosbì J

domenica 25 settembre 2011

Dalla libreria di Casmi e Rosbì: ''Il linguaggio segreto dei fiori'' di Vanessa Diffenbaugh

Salve a tutti Ragazzi, Buona Domenica! Come ve la passate dalle vostre parti? Qui a Casolandia tutto bene, ormai Casmi e Rosbì hanno ripreso a fare visita regolarmente al loro gioiellino di Casetta che tanto è mancata loro durante l’estate. Quest’oggi come vi avevamo preannunciato abbiamo per voi una chicca o meglio qualcosa di meno ordinario del solito da provervi, un appuntamento che mancava da un po’ sul nostro spazio virtuale ovvero (rullo di tamburi prego): Una bella recensione libresca! Dovete sapere che quest’estate abbiamo letto davvero tantissimo ma data la pausa con il blog non abbiamo ancora avuto l’occasione per parlarvi delle nostre avventure romanzesche, ma state tranquilli iniziamo a rifarci proprio ora ;)
Il primo libro che vi recensiamo è ‘’Il linguaggio segreto dei fiori’’ di Vanessa Diffenbaugh e per farlo procederemo in una modalità del tutto particolare. Vi riporteremo innanzitutto la trama e poi vi daremo il nostro giudizio sul romanzo attraverso i fiori stessi! Come vi state forse chiedendo? Continuate a leggere e lo scoprirete…
Trama: Victoria ha paura del contatto fisico. Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri. Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Portero Hill, a San Francisco. I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. E attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra. Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L'unico in grado di estirparla è un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili. Solo così il cuore più acerbo della rosa bianca può diventare rosso di passione.

Il primo fiore con il quale iniziamo, rigorosamente per ordine alfabetico, è l’Achillea millefoglie che simboleggia cura per un cuore spezzato.
Perché la scelta è ricaduta proprio su questo fiore? Perché per arrivare a carpire il senso profondo che si cela oltre le pagine di questo libro e soprattutto della sua voce narrante, Victoria, dobbiamo comprendere i tormenti che affliggono la sua anima e le inquietudini che si affollano nella sua mente. Accostandoci alle prime pagine del libro ed iniziando ad interagire con la protagonista ci rendiamo immediatamente conto di come qualcosa nel suo carattere non quadri, nei gesti, pensieri o nei movimenti… E’ come se tutto fosse congelato, rinchiuso all’interno un blocco di ghiaccio. Questo perché a Victoria è mancata quella fonte prima ed insostituibile di calore ed amore umano quale la famiglia, pertanto il suo modo di approcciarsi alla realtà, di sentire, appare leggermente disturbato. Così il suo cuore si è prima raffreddato e poi lasciato solo al gelo, è andato addirittura in mille pezzi.
Secondo fiore invece è l’Albero di Giuda, uguale a tradimento.
Si tratta del stesso tradimento che Victoria (purtroppo) attuerà nei confronti dell’unica persona che l’avesse mai amata e che lei ricambiava a sua volta. Terrore di essere abbondonata di nuovo, bugie, fiducia e rapporti che crollano. Victoria non avendo mai avuto vere e sincere relazioni con il mondo non sa come comportarsi, come istaurare un legame, ma solo come auto conservarsi, come preservare se stessa da un’ennesima sofferenza, ed ecco dunque che entra in gioco il nostro terzo fiore: Il rododendro, il cui significato è: Io mi difendo.
Ancora l’Aquilegia: Abbandono
A simboleggiare tutte le persone che hanno abbandonato la protagonista nel corso della sua breve esistenza e tutti coloro i quali vengono invece abbandonati da lei per il timore si sentirsi dire addio per prima.
Basilico, che rappresenta l’odio
Si, proprio l’odio, sentimento che terrà la nostra fanciulla dei fiori distante persino dalle poche persone che la amano incondizionatamente.
Camomilla: Forza nelle difficoltà
Per tutte quelle volte che Victoria dovrà assaggiare quanto è stata dura la vita con lei e trovare la forza di rialzarsi in piedi e lottare, perché è solo questo quello che può fare, l’unico destino al quale può andare incontro e deve riuscirci, per forza.
Poi il Caprifoglio, come la devozione
Sentimento che Victoria prova nei confronti della cara Elizabeth, sua vera madre, colei che le ha insegnato il magico linguaggio segreto dei fiori, indicandole il giusto sentiero da seguire.
Arriviamo poi al Cardo campestre che sta a simboleggiare la misantropia.
E’ questo uno dei fiori del quale più spesso Victoria ci parla, che da il nome a una delle quattro parti nelle quali il libro è diviso e che maggiormente la rappresenta almeno durante il travagliato periodo della sua infanzia e adolescenza. Ella infatti, portando con sé un pesante bagaglio di esperienze negative e dolorosi ricordi, di quali sarà davvero difficile sbarazzarsi, inizierà a maturare una profonda e radicata sfiducia nei confronti dell’intero genere umano (!)
Centonchio dei campi, che rappresenta invece il cambiamento
Si tratta di un filo, un filo sottile che unisce la prima all’ultima pagina del romanzo che gradualmente ci accompagna nella scoperta del mutamento che avviene nella personalità di Victoria, talmente lento che ad una lettura più superficiale potrebbe quasi sfuggire, ma che arrivando agli sgoccioli della storia, se abbiamo letto con il cuore e non solo con la mente, non può sfuggirci.
A seguire il Corniolo: Amore che sfida le difficoltà
La storia d’amore che vive la protagonista, anche se lei non vorrebbe e desidererebbe in qualsiasi modo tirarsene fuori per non deludere o far soffrire Grant, riuscirà, infine, a superare qualsiasi ostacolo e a sbocciare proprio come un fiore nuovo a primavera.
Genziana, come valore intrinseco
Ogni fiore infatti, e dunque ogni cosa, per Victoria possiede un significato ben preciso, appunto un valore intrinseco che una volta scoperto e regalato ad altri, non può che far loro del bene.
Il giacinto viola poi, che vuol dire: Perdonami di ti prego!
Si tratta di una frase che Victoria sussurrerà ad Elizabeth e Grant senza neanche il bisogno di proferire parolea ma usando solo gli occhi, il cuore e naturalmente i fiori, proprio come avevano precedentemente fatto loro con lei.
Ancora il Giaggiolo: messaggi
Nome e simbolo che Victoria darà alla sua attività messasi in proprio.
Glicine: Benvenuto
Qui solo una parola: Hazel. Leggete il romanzo e capirete perché ;)
Lampone, a simboleggiare il rimorso
Quello che Victoria si porterà dentro e per anni ed anni le corroderà l’anima non dando pace ai suoi sonni e facendole vedere ‘’il fuoco’’…
Ed ecco il Lillà: Prime emozioni d’amore
Ragazzi credeteci, dietro questo libro si cela un’infinita dolcezza. La percettibilità delle nostre dimensioni sensoriali improvvisamente aumenta ed incominciamo a misurare e giudicare tutto in base ai significati dei fiori. Dunque l’amore tra i protagonisti è senza dubbio quanto di più delicato eppure incredibilmente profondo  questa storia contenga. Dalle pagine nelle quali la scrittrice ci dipinge le scene della loro storia sembra levarsi un fresco profumo di lillà che rimane a fluttuare nell’aria, proprio come le parole e le promesse che si scambiano i protagonisti rimangono incise sul nostro cuore.
Arriviamo ora al Musco, forse il fiore più signficativo ed importante di tutti: Amore materno
Non ve lo avevamo ancora detto perché volevamo conservarcelo per la fine della recensione, ma adesso è giunto il momento. La storia di Victoria è anche e soprattutto un racconto di maternità. Non capita spesso che nei libri si parli di questo argomento, o almeno a noi non era mai capitato. Di come le madri vivono la loro attesa, il parto e qualche volta lo shock dell’arrivo di un bambino inaspettatamente, in età forse troppo giovani, quando non si è ancora nessuno e non si è pronti per niente… La gioia mista alla paura nell’abbracciare quello scricchiolino appena nato, carne della tua carne, sangue del tuo sangue. L’inesperienza ma al contempo il richiamo dell’amore che inconsciamente tiene legata una madre al proprio figlio e glielo fa ama incondizionatamente, di un sentimento talmente grande che crescendo poi sempre più, non si sa da dove inizia e dove finisce, è privo di radici, proprio come il musco. Victoria imparerà dunque, non senza sperimentare difficoltà e sofferenze, a voler bene, a prendersi cura e responsabilità della propria bambina nonostante non abbia mai conosciuto sua madre, perché l’amore non si impara, semplicemente sgorga da dentro il cuore di ognuno di noi, ed è qualcosa di talmente gigantesco e meraviglioso che risulta vano ed impossibile cercare di arginare. Tutto questo è ‘’Il linguaggio segreto dei fiori’’.
Al Musco possiamo dunque associare anche il Narciso: Nuovi inizi
Una nuova Victoria, un nuovo amore, una nuova bambina ed… Una nuova famiglia.
Continuando abbiamo il Nocciolo: Riconciliazione
Finalmente Elizabeth e Victoria di nuovo insieme.
E per concludere un gigantesco mazzo di Rose e Tulipani
Quelle stesse rose che Grant coltiva all’interno della sua serra e che Victoria passerà settimane a fotografare per realizzare il proprio dizionario sul linguaggio dei fiori. In particolare, Rose bianche, come la solitudine che l’ha accompagnata durante la fanciullezza; e rose gialle come quelle piantate tra Elizabeth e sua sorella; infine tulipani come l’ultima dichiarazione d’amore che Victoria, Grant ed Hazel si fanno a vicenda.
Non potete non esservi innamorati di questo libro, è praticamente e scientificamente impossibile, se non lo avete fatto leggetelo, Casmi e Rosbì :)

martedì 3 maggio 2011

"Black Butler: Il maggiordomo diabolico"


Titolo: (黒執事 Kuroshitsuji, "Il maggiordomo nero")
Autore: Yana Toboso
Tipologia: Shounen
Genere: Soprannaturale, Drammatico, Azione, Black Humor
Editore italiano: Panini Comics (Planet Manga)
Editore originale: Square Enix
Numero di volumetti: 11 in corso
Anno: 2006
Prezzo: € 4.30Yana Toboso, A-1 Pictures, Kuroshitsuji, Sebastian Michaelis, Ciel Phantomhive
Trama: Sebastian Michaelis è il maggiordomo dell’antica e potente casata londinese dei Phantomhive, egli può vantare in requisiti minimi che rendono degno il maggiordomo del casato di definirsi tale: qualità come una perfetta istruzione, le buone maniere, la conoscenza delle arti marziali ed altri talenti in qualsiasi altro settore immaginabile... oltre ad una natura non propriamente umana. Padroncino di Sebastian, Ciel Phantomhive, 12 anni, implicato in problemi di carattere internazionale, al quale obbedisce fedelmente...perchè?


Considerazioni: In black butler, si respira sempre un aria di elegante formalità, che va fondendosi un senso del comico molto british e gotico, la trama è ben congeniata "se qualcosa succede, se un personaggio fa ciò che fa, state pur certi che dietro c'è un perchè" questo è l'imperativo di kuroshitsuji perchè il passato non scompare mai del tutto, ed il presente è sempre molto divertente. Fan service, combattimenti diabolici e una trama che si sà portare avanti in un crescendo continuo, avvolte un pò banale ma sempre piacevole. I disegni sono curati soprattutto nei frontespizi, nelle copertine e negli oggetti ottocenteschi che ci vengono mostrati...Un manga che ci lascia con il fiato a metà, che ci lascia con la sensazione che il nostro caro maggiordomo in nero sia dietro di noi, pronto a rendersi degno del nome di maggiordomo del casato Phantomive...(ovviamente è un giudizio parziale in quanto non è finito ^^)   


buona lettura ^^

giovedì 14 aprile 2011

"Momo... welcome to the world-end garden"


Titolo: Momo (MOMO Shūmatsu Teien he Youkoso, MOMO 終末庭園へようこそ, Momo: Welcome to the World-end Garden)
Autore: Mayu Sakai
Tipologia: Shoujo


Genere: Fantasy, Soprannaturale, Drammatico, Sentimentale

Disponibilità Italiana: Panini Comics

Editore originale: Shueisha
Numero volumetti: 5 in corso...
Trama: Nel giorno del suo 16 ° compleanno, la sfortunata Odagiri Yume salva una bellissima, dolce e tenera bimba, Momo. Ma la cosa importante è che Momo... è un Grande Demone, che concede a Yume un desiderio. La ragazza chiede di diventare "una persona speciale" detto, fatto. Da questo momento, fino al suo 18° compleanno Yume è la rappresentante della Terra ed è incaricata di fornire a Momo sette buone ragioni per non distruggere il nostro pianeta. Comincia così un folle conto alla rovescia...
 
Considerazioni: Momo è un manga in cui non tutto è quello che sembra, Momo stessa è piccola, dolce e zuccherosa ma in realtà è una distruttice di pianeti ^^” e non ha per nulla l'interiorità di una bambina in realtà. La storia ci ha convinto fin dall’inizio, alla domanda cosa c’è oltre le stelle? Mayu Sakai risponde in modo poetico e divertente. Il disegno con gli occhioni grandi e puccioso non ci ha convinto troppo, ma i vestiti sono molto carini, le illustrazioni colorate con la computer graphics bellissime e la storia è nell’insieme scorrevole e piacevole, un shojo con un puntino dark che ci ha piacevolmente sorpreso...

Mayu Sakai, Momo - Shuumatsu Teien e YoukosoMayu Sakai, Momo - Shuumatsu Teien e Youkoso
Buona lettura from Casmi and Rosbì ^___^ 

martedì 5 aprile 2011

Dalla libreria di Casmi & Rosbì: Recensione di "La sposa di Habaek"

Salve Amici! Benritrovati! Oggi abbiamo in serbo per voi un'altra Recensione manga, state a vedere di che cosa si tratta...
Titolo: La sposa di habaek (하백의 신부 "Habaek Eui Sinbu")
Autore: Yun Mi-Kyung
Editore italiano: Flashbook
Anno: 2008
Numero volumetti: 11 (attualmente in corso...)
Genere: drammatico, storico, fantasy
 
La sposa di Habaek, conosciuto anche come The bride of the water god, è un manhwa, cioè un fumetto coreano

Trama:  La govane e bellissima Soa si sta preparando per il suo matrimonio, ma questo non è mtrimonio convenzionale, perchè Soa verrà data in sposa al dio dell'acqua...Infatti, da anni una terribile siccità prosciuga pozzi e canali e rende la terra dura ed inospitale, e distrugge con essa, la vita delle persone. Per placare la collera del dio delle acque Habaek, una vergine pura e innocente gli dev’essere offerta in sposa. Soa è la prescelta: viene messa in un’imbarcazione e abbandonata al volere del temibile dio. Ma quale sarà l'aspetto, la natura di un dio? Soa sta per scoprirlo o forse no?
 
Considerazioni: La sposa di Habaek è uno di quei fumetti la cui bellezza ti attrae in modo sensuale e  penetrante; il disegno è perfetto, cosa che non si dice molto spesso, è elegante e raffinato ma non per questo risulta pesante o artificiale, le tavole in bianco e nero ci offrono pose epiche, quelle a colori ci regalano invece tessuti e carnagioni cangiati, calde ed avvolgenti. La trama è originale e coniuga alla perfezione la mitologia orientale, i misteri e la storia, avvincente e piena di arcani (unica pecca: lo scorrimento della storia è un troppo lento). I personaggi vi cattureranno, sono profondi, teneri, ma ligi al proprio dovere, tanto che sorge spontaneo domandarsi, come andrà a finire?
Buona lettura by Casmi e Rosbì 

sabato 2 aprile 2011

Dalla libreria di Casmi & Rosbì: "Il barone rampante" di Italo Calvino

Ecco un'altro dei libri che vi proponiamo, preso direttamente dalla nostra libreria: ''Il barone rampante"
 
Titolo: il barone rampante

Autore: Italo Calvino
Anno: 1957
pag: 264
prezzo: collana oscar mondadori  € 9,90

Il barone rampante è un romanzo di Italo Calvino scritto nel 1957, secondo capitolo della "trilogia araldica", insieme a Il visconte dimezzato (1952) e Il cavaliere inesistente (1959), ma lo si può leggere anche da solo tranquillamente.

Trama: Cosimo 12 anni, figlio del conte di Ombrosa stanco delle restrizioni e delle regole a cui viene costretto, usando come pretesto un banael capriccio sale sugli alberi vicino casa e decide di vivere lì per sempre...Dapprima Cosimo conosce una bambina, Violante, di cui si  innamora perdutamente; ma in seguito questa parte, spezzandogli il cuore. Negli anni seguenti  Cosimo si adatta alla vita sugli alberi, cercando di renderla più comoda possibile, sopravvivendo grazie alla caccia e  vivendo molte avventure e molti avvenimenti; sorprendentemente diventa un uomo molto colto e riflessivo, riscopre l'amore, il dolore e il piacere di vivere con una prospettiva del tuyto particolare...

 Considerazioni: Il Barone rampante è ironico, scritto come se fosse un libro di magia che incanta chi legge anche se a volte è un pò troppo ripetitivo. Il nostro barone rampante, Cosimo, è un anticonformista in modo magnificamente sottile, un involontaria presa in giro verso chi sottovaluta i bambini, il potere della volontà e la forza dell'ingegno umano; è un personaggio che suscita in chi legge di lui ma anche nei personaggi del libro stesso, giudizi contarstanti... Da una parte lo si ammira perchè a differenza di molti è riuscito a impuntare i piedi e rimanere fedele a se stesso, senza però privarsi di tutta la gamma di emozioni che poteva conoscere, d'altra parte proprio il suo sfidare il mondo a prescindere, gli impedisce di vivere quest'ultimo per davvero ... O forse è proprio il suo estranearsi dalla visione lineare delle cose, che lo rende capace di capire più a fondo il mondo? Un uomo degli alberi, un signorino raffinato che di certo vi conquisterà...

A presto Casmi & Rosbì :) 

giovedì 31 marzo 2011

Dalla libreria di Casmi & Rosbì: Recensione di "Maid-sama: la doppia vita di Misaki"

Salve Amici! Ecco che Casmi & Rosbì tornano a farvi fare un giro nella loro libreria, stavolta alla scoperta di un nuovo manga davvero strepitoso: "Kaichou wa maid-sama" !
Titolo: Maid-sama! La doppia vita di Misaki (会長はメイド様!, Kaichō wa Maid-sama!)
Autore: Hiro Fujiwara
Tipologia: Shoujio
Genere: sentimentale, slice of life, commedia, scolastico
Editore Italiano:panini comics con planet manga
Editore originale: hakusensha
Volumetti: 12
Prezzo: 4.30 €

Trama: La scuola che frequenta Ayuzawa Misaki è stata sempre maschile e solo da poco tempo anche le ragazze possono essere ammesse. I ragazzi però se infischiano altamente e continuano ad essere rozzi, sporchi ed indecenti e a questo punto interviene Ayuzawa e diventa la prima donna riuscendo a diventare Presidentessa del Consiglio studentesco, divenendo così, anche, un modello di serietà, educazione e di intransigenza all'indisciplina dei suoi compagni, che non esita a punire duramente qualora si comportino in maniera meno che consona al loro ruolo di studenti. Purtroppo, però, la famiglia di Ayuzawa, non certo agiata, ha serie difficoltà economiche e lei nel tempo libero è costretta a lavorare in un Maid Cafè come cameriera. Vista la particolarità del locale dove lavora, la ragazza sul lavoro deve comportarsi in maniera diametralmente opposta rispetto che a scuola, sempre col timore di essere prima o poi scoperta da qualche studente di passaggio. E là ovviamente accade, quando Takumi Usui, la incontra per caso nei pressi del locale...


Considerazioni: Maid-sama, è una sferzata di energia. Dimenticatevi le dolci protagoniste manga che arrossiscono pensando al ragazzo che gli piace. Misaki tante cose ha la testa sulle spalle, fa tutto ciò che può e la fa anche bene! Adesso immaginate di essere come Misaki Ayuzawa, ultra-determinati ed orgogliosissimi, e che da un giorno all'altro arrivi un certo Usui Takumi; sembra sempre che nulla lo riguardi, che la sua unica occupazione sia scacciare la noia infistidendovi, e che per di più vi faccia da rivale in tutto: E' bravo a scuola, nello sport ecc... E lo è senza il minimo sforzo, senza pensarci troppo sù... ! Ma forse in realtà Usui è molto più profondo di quello che da a vedere, o forse no?! Sta a voi scoprirlo buttandovi nell'esilarante e tenero mondo di "Kaichou wa maid-sama!"
Esiste anche un anime di questo manga, è composto da 26 episodi attualmente disponibili solo sub-ita anche su you tube. L' adattamento è davvero ben fatto vi consigliamo di vederlo  ^^

Alla prossima Casmi & Rosbì :)