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domenica 12 giugno 2011

Dalla libreria di Casmi & Rosbì: Recensione di ''Angeli nell'ombra'' di Becca Fitzpatrick

Salve Amici buona domenica pomeriggio! Quest’oggi vogliamo passare del tempo con voi parlando delle nostre ultime letture, ad esempio ‘’Angeli nell’ombra’’ di Becca Fitzpatrick, terminato di leggere qualche giorno fa. Voi l’avete letto? Siete appassionati della saga di Hush Hush? Noi davvero tanto e vogliamo incominciare col dirvi che questo libro ha superato di gran lunga le nostre aspettive.
Autore: Becca Fitzpatrick

Prezzo: 17.00 euro

Formato: Rilegato

Editore: Piemme

Anno di pubblicazione: 2011

Collana: Freeway

Titolo originale: Crescendo

Lingua originale: Inglese

Pagine: 47

Generi: Ragazzi, Fantasy Ragazzi, Teens

Breve Sunto: Nora avrebbe dovuto sapere che la sua vita non sarebbe stata perfetta. Infatti, non basta una relazione con il proprio angelo custode (che è tutto tranne che angelico) ed essere sopravvissuta a un tentato omicidio per dirsi felice. Patch infatti sembra allontanarsi da lei per avvicinarsi pericolosamente alla sua peggior nemica, Marcie, e il ricordo del padre assassinato senza che venisse mai trovato un colpevole, fa scivolare Nora sempre più nel sospetto verso l'angelo immortale il cui passato è avvolto in un cupo e impenetrabile mistero. La ricerca della verità spinge Nora verso qualcosa che avrebbe preferito ignorare. Di colpo, tutte le sue certezze si dissolvono in un crescendo di tensione, paura, confusione e rabbia. E, a mano a mano che il dubbio si insinua nella sua mente, e il suo cuore si spacca per la gelosia, Nora sembra non riuscire a vedere che il pericolo è sempre in agguato...
L’estate scorsa avevamo letto ‘’Il bacio dell’angelo caduto’’, regalato a Casmi (iniziate all’urban fantasy proprio con questo libro ^^) niente di meno che da Anita Book (Ciao Anitaaa! Sei sempre la migliore!) e l’avevamo trovato scorrevole, semplice, diretto ed anche penetrante.
In questo secondo volume si può dire che la Fitzpatrick conservi immutate queste particolari e vivaci caratteristiche che permiano il suo stile, potenziandole, portandole a piena maturazione. Se infatti Patch, bel tenebroso, sexy e sfacciato angelo ci aveva letteralmente stese a terra ora lo stesso ci ha fatte rialzare e ci ha tenute incollate pagina per pagina a quest’avvincente storia. Ma il merito non è senz’altro da attribuire soltanto a Patch (ricordate che siamo delle infervorate femministe!), molti cambiamenti si sono verificati, difatti, soprattutto nella protagonista femminile, Nora, che grazie alla caratterizzazione più marcata, profonda e leggermente ribelle che le ha conferito la scrittrice sembra distaccarsi dal prototipo di eroina tipica di qualsiasi altro romanzo appartenente al genere. Nora infatti inizierà a serbare rancore, a dimostrarsi forte e orgogliosa di fronte alla situazioni più difficili per di mostrare agli altri che può farcela, può andare avanti anche da sola senza il suo grande amore, finendo però con il fare emergere il suo lato più masochista. Ad un certo punto infatti non sarà più in grado di gestire la stranezza, l’oscurità e se vogliamo anche l’inquietudine, delle cose che sconvolgono come rapide scariche di fulmini la sua esistenza. Dopo la rottura con Patch (ragazzi è dura, ma non smettete di sperare ;)) le sue difese crolleranno irrimediabilmente e anche se ella cercherà di braccarsi in una torre d’avorio, respingendo l’aiuto di quanti l’avvicinano, negando persino a se stessa ciò che realmente sta accadendo, ci sono alcuni stralci di narrazione dove vedrete Nora piangere, piangere come una bambina perché il peso di quello che la circonda e le emozioni, contrastanti, che le bruciano il cuore diventano ingestibili. Sono troppe e troppo dolorose e si accavallano tutte insieme senza lasciare alla protagonista il tempo per respirare che già sul suo capo alita un nuovo pericolo, una nuova sconvolgente verità. Tuttavia la Nora combattiva che abbiamo imparato a conoscere nel primo volume non è di certo scomparsa, anzi. Si alterna alla parte più fragile ed indecisa della nuova Nora, giacendo supina e ridestandosi all’improvviso. Si, perché quando ella si renderà conto del gioco al quale Patch sta giocando, nonostante si senta perdutamente attratta dalla sua anima nera, e qualche volta a suo malincuore sarà costretta a cedere, mostrerà caparbietà, forza di volontà e tantissimo orgoglio che, quasi come una sorta di meccanismo autoimmune la aiutano a prevenire altre sofferenze. Bisogna però dire che questa tenace coriacità in fondo è solo apparente, infatti per metà del libro Nora continuerà a tormentarsi chiedendosi se quello che sta facendo sia giusto, poiché, anche se contribuisce a rafforzare il suo vivace caratterino, innescherà una serie di avvenimenti non tanto piacevoli che la faranno star male ancora di più. Che volete farci amici è l’amore, l’amore e la fiducia che quando viene a mancare fa crollare i presupposti di qualsiasi relazione. E’ infatti proprio quello che accade a Patch e Nora all’inizio della storia. I due, felici, dopo tante peripezie si godono serenità e pace gioiendo dei brevi istanti trascorsi insieme fino a quando qualcosa non manderà totalmente in crisi Patch, renderà il suo comportamento ancora più ambiguo se è possibile (ma in fondo diciamolo, è proprio questo che adoriamo di lui) e poterà dunque Nora a prendere la decisione di lasciarlo, definitivamente per il bene di entrambi. Il personaggio di Patch subisce un rilevante cambiamento dal primo al secondo volume. Avevamo già visto come da dannato si fosse trasformato in custode, ma il semplice ruolo che il paradiso gli ha affidato non può di certo essere sufficiente per descrivere la sua misteriosa, imperscrutabile e mutevole natura. Infatti come lo abbiamo visto passare direttamente dagli spalti dell’inferno a quelli del cielo, rinunciando al suo sogno di possedere un corpo umano per salvare la vita di Nora, altrettanto velocemente Patch si sposterà e ritornerà indietro confondendo l’orientamento del lettore. Quello che però rimane sempre vero ed autentico è il suo io. Maledetto e sensuale si, ma anche pronto a salvare Nora in qualsiasi circostanza nonostante lei spenda tutte le sue energie per tenerlo a distanza. Patch diventa dunque più enigmatico, i suoi occhi improvvisamente si adombrano e neanche la protagonista riesce più a specchiar visi dentro e decifrare quale siano le sue vere intenzioni, chi sia veramente Patch e quale segreto nasconda. Abbiamo infatti detto come un elemento chiave di questa storia sia la mancata fiducia, il timore e il guardarsi continuamente le spalle e aggiungiamo anche la gelosia. Verranno messe strane pulci nelle orecchie di Nora che la porteranno a credere che Patch non è mai stato quello che lei pensava, che  non l’abbia mai amata e che sia macchiato del più grave dei peccati, almeno ai suoi occhi. Questo è dunque un libro di ombre. Di fantasmi che fluttuano nell’aria invisibili e si nascondono per colpire alla prima occasione di distrazione. E’ un libro duro, massiccio, nel quale a tratti le azioni dei protagonisti sembrano rimanerci bloccate in gola . E’ ancora un libro che fa sobbalzare, strabuzzare gli occhi per la sorpresa e rabbrividire per l’inquietudine. Ma è anche un libro punteggiato di scene d’amore sincere e profonde che calamitano totalmente il lettore, allo stesso modo nel quale i protagonisti teneramente e dolorosamente si attraggono e si respingono. Un sentimento dolce come il miele e pungente, ed a tratti soffocante, quanto un roveto di spine. Si tratta dunque di una lettura che non potete assolutamente perdervi, assieme al primo volume, se siate degli amanti di questo genere, che di certo non vi deluderà. Scorrerà veloce ed impetuosa come un temporale estivo, lasciando dietro di se il profumo di altre pagine che fremono dalla voglia di essere sfogliate.
Infine aggiungiamo che la Fitzpatrick ha saputo genialmente combinare oscurità, mistero e mettiamoci anche un po’ di thriller, ai sentimenti più veri e potenti che contraddistinguono l’animo umano quanto quello… ‘’sovraumano’’!
NB: Avremmo potuto aggiungere qualche precisazione sulla trama o sui nuovi personaggi che compaiono e le verità sconvolgenti che saltano a galla in questo secondo episodio, ma vi avremmo così privati della curiosità, troppo importante nello spirito di un lettore. Perciò vi metteremo alla prova… Al termine della lettura vogliamo sapere noi da voi chi siano Scott, la ‘’Mano Nera’’, Rixon, Barnabas e compagnia cantante. Dunque state attenti perché quando Casmi e Rosbì iniziano le interrogazioni sono guai! (muhahamuhahamuahaha)

Per concludere in bellezza ecco il Booktrailer :D


Buone letture Casmi e Rosbì :)

sabato 4 giugno 2011

Dalla libreria di Casmi & Rosbì: '' Io e te'' di Niccolò Ammaniti

Salve Amici eccoci di nuovo pronte e cariche con in serbo per voi una bella recensione. Ultimamente il tempo da dedicare alla lettura, con sommo dolore di Casmi, è drasticamente diminuito. Causa: Scuola. Maggio. Ultime interrogazione. Un copione classico ormai. Tuttavia siamo riuscite a trovare un pomeriggio, prendendo fiato per un secondo e mettendo da parte i nostri frenetici impegni, da dedicare alla lettura (*_*). Il libro in questione è: Io e Te  di Niccolò Ammaniti, del quale vi avevamo già parlato in un post su nostri acquisti libreschi.
Autore: Niccolò Ammaniti
Prezzo: 10.00 euro
Formato:Brossura
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2010
Collana: Einaudi. Stile libero big.
Lingua: Italiano
Pagine: 116
 Generi: Romanzi e Letterature, Romanzi italiani contemporanei
Recensione: Sapete qual’è stata la maggiore impressione che questo libro ci ha dato?
 Quella di una porta che si spalanca con forza mostrando l’interno del luogo che nasconde e custodisce per poi chiudersi in batter d’occhio, senza dare al lettore neanche il tempo per prendere coscienza di ciò che ha osservato e fissare le immagini nella mente. Un fulmine a ciel sereno. Un treno che corre via veloce. Un frammento di vita che si perde nell’infinito. Io e te ci è sembrato soprattutto questo, ma non di certo solo. Si tratta senz’altro di un romanzo formativo dotato di un certo spessore; l’autore infatti si è dimostrato capace di fornire un ritratto piuttosto singolare dell’adolescenza, creando un protagonista i cui timori senz’altro lo avvicinano a tutti quanti gli altri ragazzini della sua età, ma la cui immaginazione contorta gli consente di viaggiare, nello spazio come nel tempo, molto velocemente, troppo velocemente, finendo con il farlo restare intrappolato in un’altra dimensione. Un asteroide lontano mille miglia che ha difficoltà a comunicare con il resto dei pianeti. Lorenzo infatti possiede un linguaggio tutto suo, che nessuno è mai stato in grado di comprendere, per fortuna. Egli infatti se potesse si camufferebbe in qualsiasi modo pur di non essere osservato, riconosciuto, pur che nessuno faccia caso a lui e ai suoi astrusi pensieri. Pensate che una volta arrivato al Liceo, scelto senza alcuna possibilità di replica dai suoi genitori, per un intero anno ha studiato e messo a punto la tecnica più efficace per mimetizzarsi in mezzo alla marmaglia dei compagni e la conclusione alla quale giunge è che sia meglio imitare i ragazzini un po’ bulli e prepotenti, poiché coloro i quali si isolano alla fine finiscono per essere derisi e quindi in qualche modo attirano comunque l’attenzione, paradossalmente di uno dei tanti giovani della ‘’ banda ‘’.
<< Il mimetismo batesiano si verifica quando una specie animale innocua sfrutta la sua somiglianza con una specie tossica o velenosa che vive nello stesso territorio, arrivando a imitarne colorazione e comportamenti. In questo modo, nella mente dei predatori, la specie imitatrice viene associata a quella pericolosa aumentandone la possibilità di sopravvivenza. >>
Insomma da quando si può intuire fino ad ora questo Lorenzo è un’adolescente davvero sui generis, forse addirittura un po’ troppo. Ma aspettate di sapere cosa combina. Si, perché il libro si apre ed è incentrato su uno dei piani più assurdi e rischiosi che egli abbia mai elaborato e portato a termine.
E’ facilmente intuibile come questo ragazzino a causa della sua personalità eccentrica (per non definirla un po’ disturbata) non abbia degli amici. Infatti come sarebbe possibile il contrario se egli non istaura un dialogo con nessuno dei suoi conoscenti? Si potrebbe, all’inizio, pensare che egli abbia semplicemente paura, ma la cosa straordinariamente terrificante di questa storia è che a Lorenzo la sua vita va bene così, eliminerebbe addirittura qualche altro approccio umano se fosse possibile. Perciò ecco che architetta uno stratagemma per mimetizzarsi ancora una volta. Al fine di rendere felice sua madre, che a causa del suo atteggiamento è ‘’leggermente’’ disperata, finge che alcuni compagni di classe l’abbiamo invitato a passare una settimana bianca nella baita di una di loro a Cortina. La madre, appena ode la notizia scoppia in lacrime e non prova la minima esitazione nell’acconsentire al figlio di andare. In verità, inizialmente, Lorenzo si pente della bugia detta, ma non potendo tornare indietro si accorge che quel piccolo inganno potrebbe tornargli molto utile, lasciandogli la possibilità, finalmente, di trascorrere del tempo tranquillamente e in solitudine facendo ciò che preferisce. Ecco allora che prepara delle scorte e le nasconde nella cantina del proprio palazzo, preparandosi a viverci per circa  una settimana, solo e in sommo segreto.
A questo punto potreste chiudere il libro o smettere di leggere la nostra recensione per il folle e malato genio di questo singolare protagonista, ma noi vi consigliamo di non farlo. Si tratta di uno di quei consigli spassionati, che a nostro parere dovreste seguire, fidatevi. Fidatevi perché durante questa settimana avverrà l’inimmaginabile. Lorenzo infatti riuscirà finalmente a trovare, nel buio opprimente di quello strano e vecchio luogo, una strada per liberarsi, per tirar fuori il vero sè stesso senza più temere nulla, realizzando, solo dopo 15 anni, che la vita, fatti di momenti brutti come di altri belli, tristi, felici divertenti o dolorosi vale la pena di essere vissuta, completamente e attivamente accanto ad un’altra persona. Una persona che possa starci accanto anche se in silenzio. Una persona che ci assecondi e ci appoggi, che ci osservi e non ci giudichi, alla quale si vuole bene a prescindere; una persona alla quale si fanno e dalla quale ci ricevono, delle promesse nelle quali ci   si crede per davvero anche se poi non riusciranno ad essere mantenute fino in fondo.
Ammaniti regala dunque ai lettori una breve ma intensissima storia di amore fraterno, sofferenza e dolore, ma anche di salvezza, forza di reagire.
In quella angusta e maleodorante cantina Lorenzo troverà le risposte a domande che non si era neanche mai posto o che non aveva permesso a se stesso di porsi, imparerà a crescere, a mettere da parte un po’ del suo ‘’egocentrismo’’ per osservare ciò che accade appena 10 centimetri al di là del suo naso e tutto grazie ad Olivia, la bellezza fatta persona, la disperazione e la sete negli occhi, il tremore del corpo, un vulcano in eruzione, una forte ma al contempo fragile ed eterea figura femminile che scomparirà tanto velocemente quanto è apparsa, per lasciare come questo libro un sapore dolceamaro in bocca.
Ci dispiace Ragazzi, ma non vi sveliamo più nulla. Probabilmente vi abbiamo solo confuso le idee ma speriamo di avervi trasmesso almeno di un tantino di voglia di leggere questo libro ^^
Piccole osservazioni: Il libro è composto da 116 pagine e si legge in brevissimo tempo. E’ infatti molto scorrevole, forse addirittura troppo. Ci saremmo aspettate un maggiore approfondimento circa le psicologie dei protagonisti, che presentano davvero tante e particolari sfaccettature caratteriali e anche il finale risulta, anche per questo aspetto un po’ affrettato, nel linguaggio gergale diremmo ‘’appeso’’. Dopo però abbiamo realizzato anche che probabilmente si tratta dello stile dell’autore, che presentandoci in questo modo le vicende vuole lasciare impressa nel lettore l’immagine della struggente e fugace vita della bellezza e della vita stessa, così mutevole, molteplice, veloce ed incline a cambiare continuamente… Insomma conclusione della storia: Leggeremo senz’altro qualcos’altro di Ammaniti.
Alla prssima e buone letture, Casmi e Rosbì ^^

martedì 26 aprile 2011

Dalla libreria di Casmi & Rosbì: Recensione di ''Emmaus'' di Alessandro Baricco

Salve Ragazzi, Buon pomeriggio. Quest'oggi volevamo portarvi a fare un'altro giro nella nostra libreria, per frugare tra vecchi testi, nuovi acquisti, ma sopratutto per parlarvi di una delle nostre ultime letture: Emmaus di Alessandro Baricco.
Auore: Alessandro Baricco
Prezzo: 13.00 euro
Formato: Brossura
Pagine: 139
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno di pubblicazione 2009
Generi: Romanzi e Letterature, Romanzi italiani contemporanei

"Abbiamo tutti sedici, diciassette anni - ma senza saperlo veramente, è l'unica età che possiamo immaginare: a stento sappiamo il passato". cit. (in questa frase è possibile riassumere il contenuto dell'intero libro. Vi state chiedendo come sia possibile? Bene, leggete e vedrete...)

Recensione: Il primo aggettivo che ci viene in mente pensando a questo libro è obsoleto, anche se non siamo sicure di riuscire a spiegarne il motivo.
Non siamo delle proprio quelle che si possono definire delle lettrici alle prime armi, ma non ci era mai capitato di leggere qualcosa del genere.
Anzitutto c’è da dire che questo libro ci è stato ‘’ commissionato ‘’ dalla prof, che forse per una botta ricevuta in testa o una caduta dalla scale, ha deciso di farci, cosa mai accaduta prima, leggere un libro. Solitamente quando ci si accinge ad aprire un libro assegnatoci a scuola si parte prevenuti, ci cerca sempre, per quanto la lettura possa rivelarsi stranamente piacevole, di trovare un qualche difetto, come se le scelte dei docenti non potessero in alcun modo combaciare con le nostre. In realtà, non è affatto così. Casmi e Rosbì, già lo sapevano, ma ci sono ricascate come due pere cotte. Abbiamo imparato, nel corso della nostra breve esistenza, che qualsiasi storia, anche solo per una pagina, vale la pena di essere letta, poiché possiede una sua intrinseca bellezza da tirar fuori, scoprire ed apprezzare. In questa determinata circostanza, sbagliando, siamo partite prevenute, lasciandoci forse influenzare dal giudizio di qualche amica che aveva già letto qualcosa di Baricco, e lasciatevelo dire siamo state due stolte.
 Si, perché per quanto questo libro ci abbia stupito, nella sua particolarissima stranezza, ci è sicuramente anche piaciuto. Anzitutto abbiamo apprezzato l’inconfondibile penna dell’autore, che scrive dipingendo quadri, ornando vecchi abiti dimenticati nell’armadio con pizzo nuovo e bianchissimo. Alessandro Baricco è stato infatti in grado di conferire alla semplice e ormai quasi banale tematica della vita adolescenziale, un volto del tutto differente da quello che siamo soliti vedere o per meglio dire, leggere. Con le sue divagazioni sociologiche, psicologiche, intimistiche e le sue riflessioni a carattere religioso, è riuscito a descrivere una generazione di giovani, appartenenti alla fine del precedente secolo, che incarna perfettamente, racchiudendolo in se stessa, tutto il dramma della realtà, assieme alla debole forza di risorgere dalle ceneri per tornare a splendere. In particolar modo, abbiamo apprezzato l’interessamento dello scrittore verso le tematiche mistiche, che seppure vengono qualche volta trattate all’interno di romanzi, non si intrecciano mai con le storie di adolescenti. Invece in Emmaus, accade proprio, sorprendentemente questo, come ci viene dimostrato dallo stesso titolo. La storia, le vicende di ciascuno dei quattro personaggi protagonisti sono legate e prendono forma dal loro legame con la Chiesa. Essi ad esempio hanno come interesse comune la musica, suonano infatti all’interno di un gruppo, un gruppo che anime la messa domenicale. Tuttavia non dobbiamo essere portati a pensare che si tratti della solita favoletta, avente a cuore solo ed esclusivamente la persuasione ad aderire al credo cristiano, al contrario, e seppure questo avviene al termine della narrazione, accade in modo talmente sottile che né il lettore né i protagonisti sembrano accorgersene. Difatti Bobby, il Santo, Luca – questi sono i loro nomi – e la voce narrante, trascorrono ogni giorno della loro vita, chiedendosi come mai fanno, accettandolo passivamente, quello che fanno ogni santo giorno: La Chiesa, le preghiere, il volontario… Il loro comportarsi, almeno in superficie da ‘’ brave persone ‘’; interrogano la propria anima sul perché le loro vite abbiamo imboccato quel preciso sentiero e, se sia possibile effettuare un inversione di marcia. E abbiamo che proprio questi particolari punti, dove si inseriscono le divagazioni riflessive dell’autore, tendono ad essere i più interessanti, quasi magici. Ad essi poi seguono, purtroppo o menomale - a voi la scelta - le costatazioni, le conclusioni dell’ affannata ricerca di risposte ai più grandi interrogativi dell’esistenza umana, che caratterizza e plasma le menti di tutti quanti i giovani. In particolar modo, dopo tanto cercare la risposta che sopraggiunge è: E’ possibile effettuare un cambio di direzione. Ma quando questo avviene, quando i protagonisti imparano a sperimentare il rischio di scegliere da soli a cosa ribellarsi e a cosa rimanere fedeli, quale sia la cosa più giusta da fare, ecco che compaiono, irrimediabilmente, i guai. O forse dovremmo dire il guaio, perché questo è uno solo e si chiama Andre, rigorosamente con l’accento sulla a. Questa prestante fanciulla, costituisce la domanda e al contempo la risposta a tutti i quesiti dei personaggi, il più grande mistero, dopo quello divino, nascosto tra le pagine di Emmaus. Andre, al contrario del gruppo di amici, ci viene sufficientemente descritta nel suo aspetto esteriore:  presenza aitante, bellezza fuori dal comune, tratti del viso delicati, gesti eleganti, talvolta semplici altre volte altezzosi; ma non ci viene fornito alcuna informazione circa la sua personalità controversa. E’ come se ci fosse permesso di osservarla al di fuori di una porta schiusa solo leggermente, attraverso un debole spiraglio di luce. Non riusciamo a coglierne la voce, l’espressione del volto, ma solo i suoi movimenti, talvolta a scatti. Sta infatti al lettore farsi una sua idea di Andre, interpretarla a proprio modo, condannandola o salvandola. Il suo giudizio è affidato alla coscienza di ognuno. Dobbiamo ancora dirvi che all’interno di questo libro non si fanno selezioni, la realtà viene inglobata in tutte le sue forme e quindi la maggior parte delle volte anche nei suoi aspetti più scabrosi e crudi, che seppure lasciano senza parola, sono degli importanti e preziosi spunti di riflessione.  Infatti ciò che anima Andre, come anche il resto dei protagonisti, è proprio il tormento interiore, l’oppressione e la ricerca di un qualcosa che né essi conoscono o conosceranno, né arriveranno mai  a possedere (in effeti qualcuno arriva alla fine del traguardo…).
Emmaus è una storia che inizialmente sembra scivolare come se nulla fosse, ma in realtà, lascia sotto pelle dei lividi, di cui non potete neanche immaginare le proporzioni. Si tratta di un romanzo formativo, particolarissimo, a tratti toccante, che anche e soprattutto per l’ impeccabile, terso e smagliante stile dell’autore vi consigliamo di leggere.

Buone letture Casmi & Rosbì! :)

sabato 9 aprile 2011

Dalla libreria di Casmi & Rosbì: Recensione di '' Spells '' by Aprylinne Pike

Salve Amci ben ritrovati! Ecco che come Sabato scorso Casmi e Rosbì hanno in serbo per voi una bella recensione, il libro del quale parleremo oggi è... (rullo di tamburi prego!): Spells di Aprilynne Pike.
Autore: Aprilynne Pike
Prezzo: 17.90 euro
Pagine: 337
Titolo originale: Spells
Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Anno di pubblicazione 2011 
Generi: Fantasy
Ragazzi, Teens
Ragazzi.

Avete voglia di immergervi in un mondo parallelo inondato da petali di rosa, vecchi tronchi nodosi e sempreverdi e un fresco aroma appena speziato alla cannella? Allora Spells è libro giusto per voi.
Secondo capitolo della quadrilogia di Wings by Aprilynne Pike, è la perfetta ed entusiasmante continuazione delle avventure di Laurel, una ragazza come tante, che all’ improvviso scopre di essere una fata e la sua vita viene totalmente sconvolta. Il trasferimento in un’altra cittadina, lontano dalla sua adorata campagna; nuovi amici; incontri che piacevolmente la sorprendono; un segreto e una porta da proteggere; ancora, uno scontro epico e una scelta difficile e sofferta (anche se suona più come un arrivederci che come un addio e difatti…), con la quale si conclude il primo volume, sono gli eventi chiave che caratterizzano la prima parte di questa fantastica storia. Abbiamo che Laurel al termine dello scontro con i trols, dopo aver accettato definitivamente la sua nuova identità, sceglie comunque di restare a risiedere tra gli umani per proteggere i propri cari e il proprio ‘’amore’’, poiché, nonostante la fioritura che le compare dietro la schiena ogni autunno a ricordarle che è, e sempre sarà un fiore, ella si sente in fondo al cuore più legata al mondo degli umani, dove è cresciuta. Casmi e Rosbì hanno amato moltissimo non tanto il personaggio di Laurel, che nel primo volume non si svela totalmente al lettore, quanto l’ambientazione e la magia, che improvvisamente sembra uscir fuori dalle pagine e materializzarsi davanti ai nostri occhi, che l’autrice è stata in grado di intrecciare, come per’incanto, tra una pagina e l’atra.  Ma in questo prosieguo le carte in tavola cambiano radicalmente. Il modo in cui Aprilynne Pike, ci porge la lettura della sua storia diventa più invitante, similmente ad un cesto pieno di frutta fresca, meraviglioso alla vista, ma ancora di più al gusto. Lo stile si fa più fluido, ma al contempo si arricchisce di danti piccoli dettagli e vezzeggiativi che abbelliscono la trama senza appesantirla, anzi forse il contrario. Leggendo questo libro c’è infatti il rischio di perdersi tra le mille vallate assolate e piene di boccioli colorati di Avolon e di restarci per sempre. Abbiamo trovato davvero favolosa l’ambientazione, quasi fiabesca, che fa da scenario alle azioni dei protagonisti,  che anch’essi, diventano via via più complessi, particolari, interessanti. Si assiste dunque in questa seconda parte della narrazione ad una grande evoluzione sia sotto il profilo narrativo, sia sotto quello introspettivo, che sotto quello descrittivo. Ma adesso, senza perderci in altre chiacchiere chiudiamo gli occhi e catapultiamoci, almeno per un secondo nel mondo incantato di Laurel. E’ estate e la nostra giovane fatina riceve una lettera direttamente dall’Accademia di Avolon, attraverso la quale viene invitata a trascorrere l’estate lì, al fine di studiare ed affinare le sue doti fatate per la creazione di pozioni perfette. Dovete infatti sapere che Laurel è (o meglio lo diventerà nel corso della storia ^^’’) un’intrugliatrice. Si tratta di un appellativo, leggermente dispregiativo, che le fate di primavera attribuiscono a quelle d’autunno, per specificare che loro si occupano della preparazione di intrugli: filtri ottenuti mediante la muscolazione di petali di fiori, polveri fatate e tanti altri piccoli composti naturali. La nostra dolce protagonista che è ancora una principiante in materia, dovrà spendere molte energie per affinare le sue abilità e creare delle pozioni efficaci, ma l’ottimismo e la tenacia non le mancano di certo. In ogni caso se negli intrugli non è ancora specializzata, Laurel si concentra su qualcosa che le riesce un pochino meglio, stare con Tamani. Arrivate a questo punto dobbiamo dirvelo, in alcuni punti è stata una sofferenza enorme dato il profondo amore che noi proviamo per David, il bel fidanzatino umano che Laurel ha lasciato a casa (se non siamo state abbastanza esplicite si tratta di un triangolo amoroso ^^). Detto ciò bisogna comunque che restiamo imparziali, nonostante il nostro patteggiare per il dolcissimo ragazzo umano dai capelli biondi. Si deve infatti convenire che il personaggio di Tamani improvvisamente si evolve, cambia volto e si mette totalmente a nudo divenendo così sicuramente molto interessante e anche affascinante sotto il profilo narrativo. Egli in particolar modo, riesce ad esternare i sentimenti che prova nei confronti di Laurel e l’autrice nel parlarci di ciò dipinge in maniera esemplare il suo tormento, la sua sofferenza e il dolore che la fata ogni volta gli provoca scomparendo dalla sua vita. Laurel allora si trova nuovamente di fronte ad un bivio… David o Tamani. Fate o umani. Casa o Avolon. Si tratta di quesiti che le corrodono la mente e la spaventano a tal punto da toglierle il sonno. Tuttavia ella sa bene, che almeno per il momento, la cosa migliore da fare è continuare a vivere assieme alla sua famiglia e a David, la persona che realmente ama (e questo è forse il momento più bello…). Probabilmente Laurel sente dentro di se un enorme senso di responsabilità, gratitudine e devozione verso i suoi genitori e il fidanzato, ma al contempo pare che abbia dei ripensamenti, che ci sia qualcosa che le impedisca di essere cecamente sicura della scelta che sta per compiere, aspetto che la Pike, intelligentemente, introduce ma fa rimanere ambiguo per alimentare la suspance.  Tuttavia il ritorno a casa dopo l’estate trascorsa tra le fate, non è poi così felice e tranquillo come Laurel si aspettava. Infatti alcune tensioni nel rapporto con la madre, la scoperta che i trols sono ancora in circolazione le daranno non poco filo da torcere, tanto che sorge spontaneo domandarsi: Come andrà a finire? Chi avrà la meglio? La scelta di Laurel sarà definitiva? Beh Amici staremo a vedere con il terzo volume della saga che verrà pubblicato, sempre per la Sperling e Kupfer il prossimo anno (noi non vediamo l’ora!). Vi consigliamo dunque, con tutto il cuore la lettura di questo libro come del precedente, Wings, perché siamo sicure che il rarefatto ed incantevole universo di Avalon, la dolcezza delle trame e dei personaggi, le scintille degli incantesimi, il profumo di fiori e mettiamoci anche la bellezza suggestiva di Tamani e lo sguardo penetrante ed avvolgente di David, sapranno conquistarvi.

Da Casmi e Rosbì è tutto, a più tardi e buone letture :)