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martedì 24 gennaio 2012

È l'alba [...] E sei tu, all'improvviso, tu, mio amore, nel chiarore infinito di fronte a me


<<È l'alba. S'illumina il mondo
come l'acqua che lascia cadere sul fondo
le sue impurità. E sei tu, all'improvviso
tu, mio amore, nel chiarore infinito
di fronte a me.

Giorno d'inverno, senza macchia, trasparente
come vetro. Addentare la polpa candida e sana
d'un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia
all'aspirare l'aria in un bosco di pini.

Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
se le nostre anime non si vedessero da lontano
non saremmo così vicini, chi sa,
se la sorte non ci avesse divisi.

È così, mio usignolo, tra te e me
c'è solo una differenza di grado:
tu hai le ali e non puoi volare
io ho le mani e non posso pensare.

Finito, dirà un giorno madre Natura
finito di ridere e di piangere
e sarà ancora la vita immensa
che non vede non parla non pensa.>> (Nazim Hikmet)


Senza parole. Le ha usate tutte le lui. E quelle che avanzavano sono state divorate dai palpiti del cuore.

Goodnight, Casmi and Rosbì :) Ah! Dimenticavamo...

mercoledì 5 ottobre 2011

L'addio...

Ragazzi Buonasera... Questa sera preparatevi ad una Buonanotte speciale.
Vi avevamo già parlato di quanto la poesia di Nazim Himet ci entusiasmasse, ma il testo che stiamo per farvi leggere adess, assieme a ''Forse la mia ultima lettera a Mehemet'', è la più bella (a nostro modestissimo parere) che questo straordinario uomo e poeta abbia mai scritto.

Commozione.
Malinconia.
Tenerezza.
Dolore.
Vetro e sangue.
Delicatezza.
Ma sopratutto tanto, infinito amore.

L’addio
L’uomo dice alla donna
t’amo
e come:
come se stringessi tra le palme
il mio cuore, simile a scheggia di vetro
che m’insanguina i diti
quando lo spezzo
follemente.

L’uomo dice alla donna
t’amo
e come:
con la profondità dei chilometri
con l’immensità dei chilometri
cento per cento
mille per cento
cento volte l’infinitamente cento.

La donna dice all’uomo
ho guardato

con le mie labbra
con la mia testa col mio cuore
con amore con terrore, curvandomi
sulle tue labbra
sul tuo cuore
sulla tua testa.
E quello che dico adesso
l’ho imparato da te
come un mormorio nelle tenebre
e oggi so
che la terra
come una madre
dal viso di sole
allatta la sua creatura più bella.
Ma che fare?
I miei capelli sono impigliati ai diti di ciò che muore
non posso strapparne la testa
devi partire
guardando gli occhi del nuovo nato
devi abbandonarmi.

La donna ha taciuto
si sono baciati
un libro è caduto sul pavimento
una finestra si è chiusa.

È così che si sono lasciati. (Nazim Hikmet)

Fate bei sogni (praticamente scontato dopo la lettura di questa poesia) Casmola and Rosbola :)

mercoledì 21 settembre 2011

Non vivere su questa terra come un inquilino...

Buonasera Amci! Scusate se quest'oggi vi abbiamo lasciato un po' a secco di post, dobbiamo ancora riprendere la mano e gli impegni si accalcano come non mai, ma non preoccupatevi è capitato oggi e non capiterà più (giurn-giurello ;)). Passiamo dunque al dunque (espressione assolutamente cacofonica coniata al momento!), questa sera vi auguriamo la Buonanotte con la nostra poesia preferita di Nazim Hikmet, un'uomo ed un poeta sensazionale. Si tratta dell'ultima lettera che prima di morire ha la possibilità di scrivere al figlio ancora bambino, che probabilmente non rivedrà più. Gli dice che crescerà e sarà bello come le spighe di grano baciate dal sole e dovrà dunque sostenere, con la sua giovane forza, la madre dandole affetto, quello che lui non è stato capace di darle a sufficienza. Nella seconda parte invece si ha una un cambiamento di tematica e la poesia si trasforma in un vero e proprio inno alla vita e all'amore... Amore per tutto ciò che ci circonda, che compone il nostro micro universo, e popola la vita di ogni giorno, ma sopratutto per il loro paese, la Turchia, meraviglioso anche indebolito dalla guerra. Si tratta insomma di versi profondamente toccanti, indimenticabili, che ci fanno commuovere ogni volta che li leggiamo...

Forse la mia ultima lettera a Mehmet.

Da una parte
gli aguzzini tra noi
ci separano come un muro.
D'altra parte
questo cuore sciagurato
mi ha fatto un brutto scherzo,
mio piccolo,
mio Mehmet
forse il destino
m'impedirà di rivederti.
Sarai un ragazzo, lo so,
simile alla spiga di grano
ero così quand'ero giovane
biondo, snello, alto di statura;
i tuoi occhi saranno vasti come quelli di tua madre,
con dentro talvolta uno strascico amaro
di tristezza,
la tua fronte sarà chiara infinitamente
avrai anche una bella voce,
- la mia era atroce -
le canzoni che canterai
spezzeranno i cuori.
Sarai un conversatore brillante
in questo ero maestro anch'io
quando la gente non m'irritava i nervi
dalle tue labbra colerà il miele.
ah Mehmet,
quanti cuori spezzerai!
e' difficile allevare un figlio senza padre
non dare pena a tua madre
gioia non gliene ho potuta dare
dagliene tu.
Tua madre
forte e dolce come la seta
tua madre
sarà bella anche all'età delle nonne
come il primo giorno che l'ho vista
quando aveva diciassette anni
sulla riva del bosforo
era il chiaro di luna
era il chiaro del giorno,
era simile a una susina dorata.
Tua madre
un giorno come al solito
ci siamo lasciati: a stasera!
Era per non vederci mai più.
Tua madre
nella sua bontà la più saggia delle madri
che viva cent'anni
che dio la benedica.
Non ho paura di morire, figlio mio;
però malgrado tutto
a volte quando lavoro
trasalisco di colpo
oppure nella solitudine del dormiveglia
contare i giorni e' difficile
non ci si può saziare del mondo
Mehmet
non ci si può saziare.

Non vivere su questa terra
come un inquilino
oppure in villeggiatura
nella natura
vivi in questo mondo
come se fosse la casa di tuo padre
credi al grano al mare alla terra
ma soprattutto all'uomo.
Ama la nuvola la macchina il libro
ma innanzitutto ama l'uomo.
Senti la tristezza
del ramo che si secca
del pianeta che si spegne
dell'animale infermo
ma innanzitutto la tristezza dell'uomo.
Che tutti i beni terrestri
ti diano gioia
che l'ombra e il chiaro
ti diano gioia
ma che soprattutto l'uomo
ti dia gioia.


La nostra terra, la turchia
e' un bel paese
tra gli altri paesi
e i suoi uomini
quelli di buona lega
sono lavoratori
pensosi e coraggiosi
e atrocemente miserabili
si e' sofferto e si soffre ancora
ma la conclusione sarà splendida.
Tu, da noi, col tuo popolo
costruirai il futuro
lo vedrai coi tuoi occhi
lo toccherai con le tue mani.
Mehmet, forse morirò
lontano dalla mia lingua
lontano dalle mie canzoni
lontano dal mio sale e dal mio pane
con la nostalgia di tua madre e di te
del mio popolo dei miei compagni
ma non in esilio
non in terra straniera
morirò nel paese dei miei sogni
nella bianca città dei miei sogni più belli.
M
ehmet, piccolo mio
ti affido
ai compagni turchi
me ne vado ma sono calmo
la vita che si disperde in me
si ritroverà in te
per lungo tempo
e nel mio popolo, per sempre. (Nazim Hikmet)


Buonanotte, Casmi e Rosbì *-*

venerdì 24 giugno 2011

Hikmet say to us Goodnight...

Buonasera Amci! Anzi forse dovremmo dire cattiva sera! (-.-) Il perchè ci domandate? Eheh bel quesito... Dovete sapere che ogni tanto Blogger si inceppa >.< e ci cancella tutto il lavoro svolto! Vi rendete conto? Avevamo preparato un bel post per voi ed invece nada, scomparso, polverizzato, volatilizzato nel nulla... Diteci un po' voi se una cose del genere può accadere, è davvero snervante!!! Tuttavia come ci insegna lo yoga (probabilmente lo yoga non insegna questo, ma non è un problema visto che in realtà non lo pratichiamo, facciamo solo finta ^^'') bisogna respirare regolarmente e mantenere la calma, sorridendo e facendo così i modo di riallineare i chakra (huaahuahauahau ci fingiamo delle guru!), ecco perchè stiamo raccogliendo tutte le forze che abbiamo in corpo per darvi la Buonanotte. In particolare questa sera vi congendiamo ancora una volta con dei meravigliosi versi di Nazim Hikment, un poeta guerriro, un uomo coraggioso che ha provato povertà, dolore e disperazione ma non per questo si è arreso, anzi imperterrito ha continuato a scrivere e ad amre, forse ancora più di prima, e le sue poesie non sono altro che la più chiara e limpida manifestazione di ciò... Leggiamo dunque, insieme, quello che quest'oggi Hikmet ha da dirci...


Alla porte di Madrid


Non ascoltare le voci delle sfere dell'aldilà,
né intrecciare nella trama delle righe,
"poesie ermetiche"
né cercare
con pazienza di orafo
rime graziose
e fini espressioni,
stasera, grazie al cielo, io sto più su.
di tutto ciò.
Stasera io
sono un cantastorie di strada.
La mia voce è semplice, senza artifici,
e tu
non puoi udire la mia canzone...
È notte.
Nevica.
Tu sei alle porte di Madrid.
Davanti a te hai l'armata dei nemici,
che è venuta per uccidere
tutto ciò che c'è di più bello:
la libertà,
il sogno,
la speranza
e i ragazzi.
E nevica.
E forse,
i tuoi piedi nudi gelano.
Nevica...
Ed ecco,
in quest'istante
che io penso a te con tutto il mio cuore,
forse
una pallottola spezzerà la tua vita
e per te non ci sarà più
neve
né vento
né notte
né giorno...
E nevica.
So
che anche prima di gridare
"No pasaran"
e di montare la guardia
alle porte di Madrid,
tu esistevi!
Chi eri,
di dove sei venuto?
Forse
dalle miniere delle Asturie?
Forse
una benda insanguinata sulla tua fronte
ha coperto
una ferita che ti sei presa al Nord?
Forse
sei tu quello che per ultimo
sparò nella notte che gli junker
bombardavano Bilbao?
O servivi come bracciante
nelle tenute di un qualche
conte Pernando Valesquero di Cortolon?
O avevi una botteguccia
alla Porta del Sole
e vendevi le frutta dai colori spagnoli?
Forse, non avevi alcun talento,
o forse avevi una bella voce?
O eri uno studente,
un futuro giurista,
e i tuoi libri
sotto i cingoli d'un carro armato italiano
son rimasti
nella città universitaria?
Forse non credevi in Dio,
e forse invece portavi una piccola croce di rame
a un cordino di seta?
Chi sei,
come ti chiami,
quanti anni hai?
Non ho visto la tua faccia,
e non la vedrò.
Forse
essa ricorda le facce di quelli
che batterono le bande di Kolciak in Siberia?
O, in qualche tratto,
tu ricordi coloro
che sono caduti
a Domlupinar?
O somigli a Robespierre?
Non hai udito il mio nome,
e non l'udrai.
Tra noi due, fratello,
ci sono i mari e i monti,
e le mie maledette catene,
e le prescrizioni
del comitato di non intervento...
Non posso venire da te,
non posso mandarti di qui
né una cassa di cartucce
né uova
né un paio di calze di lana...
So
che in questo gelo
i tuoi piedi nudi,
là, alle porte di Madrid,
come due bimbi
gelano al vento...
E so
che tutto ciò che in questo mondo
c'è di grande
e di bello,
tutto ciò che sarà fatto dagli uomini,
tutta la Verità futura
e la Grandezza,
che io aspetto con tanta ansia nel cuore,
tutto questo riluce nei tuoi occhi,
sentinella mia,
stanotte
alle porte di Madrid...
E so
che oggi non posso,
come non potei ieri
e non potrò domani,
fare nient'altro
che pensare a te
e amarti.

Dolce notte a voi da Casmi e Rosbì ;)

venerdì 15 aprile 2011

Direttamente dal pozzo dei sogni, i versi della '' Buonanotte ''...

Ciò che ho scritto di noi

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
è la tua assenza
quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe
ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
(Nazim Hikmet)

Dolce notte, amici... (scusateci, ma queste sera non possiamo dilungarci oltre...)
Casmi & Rosbì ;)

venerdì 11 marzo 2011

Good Night our Friends :)

Bene Amici si è fatta sera anche oggi. Dopo la nostra performance al Casmi & Rosbì show siamo un po' affaticate (a proposito la prossima volta vi faremo prenotare il biglietto in anticipo, troppa affluenza oggi! xD), ma per risollevarci ed andare a dormire con il sorriso stampato sulle labbra cosa c'è di meglio se non i versi struggenti ma al contempo melodiosi, ermetici ma al contempo molto espressivi, di un poeta famoso? Il quale ha avuto far sentire la sua voce, lasicandoci una traccia della sua esistenza travagliata, dei suoi tormenti interiori, del suo passaggio su questa Terra... Nazim Hikmet.

Guardo in ginocchio la terra

Guardo in ginocchio la terra
guardo l’erba
guardo l’insetto
guardo l’istante fiorito e azzurro
sei come la terra di primavera, amore,
io ti guardo. Sdraiato sul dorso vedo il cielo

vedo i rami degli alberi
vedo le cicogne che volano
sei come il cielo di primavera, amore,
io ti vedo.
Ho acceso un fuoco di notte in campagna
tocco il fuoco
tocco l’acqua
tocco la stoffa e l’argento
sei come un fuoco di bivacco all’addiaccio
io ti tocco.
Sono tra gli uomini amo gli uomini
Amo l’azione
Amo il pensiero
Amo la mia lotta
Sei un essere umano nella mia lotta
Ti amo

(Nazim Hikmet)

Allora vi è piaciuta??
Baci baci Casmi & Rosbì

martedì 8 marzo 2011

La notte si appresta a scendere, anche qui sulla nostra Casetta...

Eccoci arrivate all'ultimo post della giornata... Come è bella la vita quando non c'è scuola, ci si rilassa, si può fare tutto con più calma e quindi proprio per questo (anche se con i postumi della stanchezza per la festa) vogliamo darvi una buonanotte davvero speciale regalandovi le sublimi parole del poeta Nazim Hikmet, tutte per voi amici... :)

Non vivere su questa terra come un inquilino

Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.
Credi al grano,
alla terra,
al mare
ma prima di tutto
all'uomo.
Ama la nuvola,
il libro
la macchina,
ma prima di tutto
l'uomo.
Senti infondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto
il dolore dell'uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell'inverno e dell'estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto
godi dell'uomo.

Nazim Kikmet

Ogni volta che rileggiamo questa poesia gli occhi ci iniziano a brillare e si inumidiscono appena, la verità e la bellezza che si celano dietro queste parole sono così silenziose... Ma si rivolgono al cuore con estrema chiarezza: Amate, amate ogni cosa, ma sopratutto ogni persona, lasciate una traccia del vostro passaggio essendo saldi nell'amore, nutritevi, assorbite più che potete quello che la vita ha da offrirvi e allora non necessiterete più di nulla, avrete il mondo nelle vostre mani.

Come ogni sera, Casmi & Rosbì vi dicono: Buonanotte e Sogni D'oro!